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L’Eurovision Song Contest premia l’Olanda, Svizzera ad un passo dal podio

Nella finale di Tel Aviv del concorso canoro vince la ballad «Arcade» di Duncan Laurence - Storico quarto posto del bernese Lauca Hänni con «She Got Me»

L’Eurovision Song Contest premia l’Olanda, Svizzera ad un passo dal podio
Il vincitore Duncan Laurence al momento della premiazione (Foto Keystone)

L’Eurovision Song Contest premia l’Olanda, Svizzera ad un passo dal podio

Il vincitore Duncan Laurence al momento della premiazione (Foto Keystone)

Si chiama Duncan Laurence, ha 25 anni e si è fatto conoscere al grande pubblico partecipando alla quinta edizione di The Voice of Holland, dove è arrivato sino alle semifinali. È lui, con la ballad Arcade – eseguita senza troppi effetti speciali bensì esibendosi al pianoforte – il vincitore della 64. edizione dell’Eurovision Song Contest, nella cui classifica conclusiva ha preceduto l’italiano Mahmood con Soldi, il russo Sergej Lararev con Scream e lo svizzero Luca Hänni che con She Got Me ha conquistato uno straordinario quarto posto, il miglior piazzamento ottenuto da un nostro rappresentante dal 1993 quando Annie Cotton con Moi, tout simplement riuscì a salire sul gradino più basso del podio.

La classifica finale della competizione
La classifica finale della competizione
Duncan Laurence esegue la canzone vincitrice di Eurosong 2019, «Arcade»

La vittoria dell’olandese Laurence non rappresenta certo una sorpresa: il suo nome era da più di una settimana indicato tra i favoriti. Quello che ieri sera ha stupito è la dinamica della sua incoronazione: al termine dei giudizi espressi dalle 41 giurie specializzate (una per ciascuno dei Paesi dell’Unione europea di Radiodiffusione più Australia) Laurence si trovava infatti solamente al terzo posto, battuto da Svezia e dalla sorprendente Nord Macedonia. A ribaltare la situazione ci ha pensato però il televoto che ha totalmente scombinato la classifica, bocciando seccamente sia il concorrente svedese sia quella macedone e promuovendo per contro Olanda, Italia, Russia (la più plebiscitata dai telespettatori) ma anche la Svizzera salita dall’ottavo posto al termine dei primi verdetti, al quarto finale.

Lo svizzero Luca Hänni in azione.
Lo svizzero Luca Hänni in azione.

Luca Hänni, insomma, come già era accaduto in semifinale giovedì, ha fatto centro. E lo ha fatto in modo lineare, raccogliendo voti in quasi tutti i Paesi e colpendo i telespettatori con un performance brillante, intensa in cui è emersa prepotente la sua presenza scenica e – a dispetto della sua ancor giovane età – una consumata abilità davanti alla telecamera.

Eccellente a Tel Aviv anche la performance del recente vincitore del Festival di Sanremo Alessandro Mahmood: oltre al secondo posto finale la sua Soldi si è anche aggiudicata i... premi della critica, ossia il riconoscimento per il miglior testo e quello assegnato dagli stessi concorrenti in gara.

Ex stelle di Eurosong in versione ospiti
Ex stelle di Eurosong in versione ospiti

Nella lunga - ma per nulla noiosa e sempre sostenuta da un buon ritmo - serata finale dell’Eurovision Song Contest non sono mancati gli ospiti. Decisamente simpatico il siparietto che ha visto coinvolti alcuni ex partecipanti delle passate edizioni (Conchita Wurst, Mans Zelmerlow, Eleni Foureira e Verka Serduchka) chiamati ad interpretare canzoni non loro ed interessante pure l’attesissima performance di Madonna. Non tanto dal punto di vista vocale (la sua versione di Like a Prayer proposta in versione... Il nome della rosa è stata condita da una serie di epiche stonature) quanto per l’imponente apparato scenografico con cui si è circondata all’interno del quale non è mancato un messaggio forte, ovvero coppie di ballerini che danzavano portavano sulle spalle le bandiere di Israele e Palestina in un neppure troppo velato invito alla pace.

I ballerini di Madonna che si esibiscono abbracciati portando sulla schiena le bandiere israeliana e palestinese
I ballerini di Madonna che si esibiscono abbracciati portando sulla schiena le bandiere israeliana e palestinese

In conclusione possiamo dire che quella andata in scena a Tel Aviv è stata un’edizione di Eurosong interessante: non ci sono state particolari novità sul fronte artistico (ma d’altronde non è certo questo il palcoscenico in cui attenderle) ma neppure quegli eccessi di kitch e di cattivo gusto che il passato ci aveva regalato. E dal profilo musicale e scenografico la maggioranza delle proposte è stata ampiamente sopra la sufficienza, con qualche punta addirittura di eccellenza. Un buon show televisivo, insomma, che già sin d’ora dà l’appuntamento al 2020 in Olanda.

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