LOCARNO 72

Piazza Grande troppo piccola per Tarantino

Ma «Once Upon A Time in Hollywood» aveva già fatto discutere al Festival di Cannes

 Piazza Grande troppo piccola per Tarantino
I protagonisti Leonardo DiCaprio e Brad Pitt.

Piazza Grande troppo piccola per Tarantino

I protagonisti Leonardo DiCaprio e Brad Pitt.

 Piazza Grande troppo piccola per Tarantino
Il regista Quentin Tarantino.

Piazza Grande troppo piccola per Tarantino

Il regista Quentin Tarantino.

LOCARNO - Se a Locarno Once Upon A Time in Hollywood sta facendo parlare di sé soprattutto per il tutto esaurito che si prospetta sabato sera in piazza Grande, pure all’ultimo Festival di Cannes, dove è stato presentato in concorso le discussioni non sono certo mancate. Prima della presentazione alla stampa, Quentin Tarantino ha preteso (ed ottenuto) che un rappresentante dell’organizzazione salisse sul palco e leggesse una sua dichiarazione nella quale ribadiva la raccomandazione ai giornalisti di «non svelare i dettagli del film affinché gli spettatori possano goderne appieno come potete farlo voi oggi». Un’affermazione che, in un’epoca di informazione immediata e onnipresente, fa francamente sorridere ma che mette in discussione anche la qualità del lavoro dei critici che tutto dovrebbero fare tranne raccontare le trame dei film nei propri articoli. D’altra parte, la raccomandazione tarantiniana può anche essere interpretata come una strategia di marketing controcorrente, nel pieno rispetto dello spirito del personaggio, forse l’unico grande nome del cinema americano contemporaneo che può ancora permettersi di imporre le proprie regole, i propri tempi – e i propri capricci – all’industria hollywoodiana. Lungi da noi, quindi, l’idea di «rovinare la sorpresa» alle migliaia di spettatori che (meteo permettendo) si accalcheranno questa sera in Piazza Grande per quello che si è profilato fin da subito come l’appuntamento locarnese più gettonato. Once Upon A Time in Hollywood si può vedere come il proseguimento di quel filone iniziato dieci anni fa con Bastardi senza gloria. Un film, quindi, caratterizzato da un mix inestricabile di generi (thriller, commedia, western, parodia, horror, action movie, documentario), dall’incondizionato amore per il suo lavoro – «Questo film è una lettera d’amore al cinema» ha tenuto a sottolineare a Cannes Leonardo DiCaprio (coprotagonista insieme a Brad Pitt) – e in particolare al suo potere, alla sua magia in grado addirittura di mutare il corso della storia del mondo, facendo scorrere all’indietro il nastro del tempo fino a giungere a conclusioni diverse da quelle reali. Oggi come oggi, Tarantino – con la sua debordante energia – è tra i pochissimi a saper portare a termine queste imprese. Grazie Quentin e dont’worry!

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