Moon & Stars

«Più che un festival una grande festa popolare»

Primo bilancio dell’edizione 2019 della rassegna locarnese caratterizzata da un aumento del pubblico e da una gestione più eco-compatibile

 «Più che un festival una grande festa popolare»
Il successo del «villaggio» allestito tra piazza Grande ed il Debarcadero «uno dei motivi di maggior soddisfazione per i promotori di Moon & Stares. (Foto Zocchetti)

«Più che un festival una grande festa popolare»

Il successo del «villaggio» allestito tra piazza Grande ed il Debarcadero «uno dei motivi di maggior soddisfazione per i promotori di Moon & Stares. (Foto Zocchetti)

Benché manchino ancora un paio di giorni alla conclusione, Moon & Stars ha iniziato a stilare un bilancio dell’edizione 2019. Che pare estremamente positivo, almeno stando alle parole del CEO del gruppo Energy Dani Büchi pronunciate ieri in un breve incontro con i media nel quale, al di là di snocciolare delle cifre, ha tenuto a rimarcare l’avvenuto cambio di paradigma rispetto alla precedente gestione della rassegna. «Ho innanzi agli occhi le immagini di 4-5 anni fa quando, al di fuori della piazza Grande, non c’era alcunché e, solo pochi minuti dopo la conclusione dei concerti, Locarno era deserta e abbastanza desolante. Oggi invece le cose sono diverse: la Food & Music Street e la Piazza Piccola permettono a Moon & Stars di essere qualcosa in più di una rassegna di concerti, ossia una vera festa popolare». Un’analisi che collima con quella del sindaco di Locarno Alain Scherrer («Moon & Stars si sta confermando una carta vincente per la città») il quale, oltre a ribadire il successo del villaggio allestito lungo Lago Zorzi («Sono tantissime le frequentazioni, soprattutto ticinesi, anche nei giorni in cui non ci sono concerti in piazza Grande») ha sottolineato il cambio di marcia operato dal gruppo Energy sul fronte organizzativo. «Mai come quest’anno l’allestimento e la gestione della rassegna nei suoi molteplici aspetti – dalla pulizia della piazza e delle strade, ai rumori – sono state gestite in modo ottimale. Tanto che anche i reclami e di contestazioni sono drasticamente diminuiti. Anzi, a dire il vero, ad oggi non ne ho ricevuta neppure una...»

Dani Büchi Ceo del gruppo Energy, da tre anni organizzatore di Moon & Stars
Dani Büchi Ceo del gruppo Energy, da tre anni organizzatore di Moon & Stars

Anche sul fronte dei numeri gli organizzatori del festival e le autorità cittadine si dicono soddisfatte. Numeri che parlano, alla vigilia dell’ultimo weekend, di 32.500 spettatori paganti («che dovrebbero salire ad oltre 55.000» spiega Büchi) provenenti per l’87% dalla Svizzera tedesca e per il 9% dal Ticino; di circa 100.000 presenze stimate al villaggio; 900 volontari impegnati nell’organizzazione; nove treni speciali allestiti per seguire la kermesse; 2500 ospiti VIP e di «nessuna segnalazione di disturbo per i volumi, segno che il nuovo sistema di gestione degli stessi sta dando ottimi risultati».

E sono proprio i risultati «extra artistici» a rendere particolarmente orgogliosi i promotori di Moon & Stars. «L’introduzione dei bicchieri riutilizzabili, delle cannucce di carta e l’installazione di 45 stazioni di raccolta e riciclaggio è stata un successo che ci permetterà di risparmiare, rispetto agli anni passati, due tonnellate di rifiuti oltre che di agevolare le operazioni di riordino della piazza e delle vie cittadine. Ma grande soddisfazione ci sta dando anche l’introduzione del sistema “cashless” che porta più dell’85% dei nostri ospiti a pagare le consumazioni con carta di credito/debito». Elementi che, uniti al crescente interesse da parte del Ticino nei confronti della manifestazione – tra aumento del pubblico e incremento delle collaborazioni sul fronte operativo – permette agli organizzatori di guardare con un certo ottimismo al futuro della kermesse. Che stando alle parole spese da parte del gruppo Energy in merito a possibili miglioramenti, ritocchi e ampliamento delle sinergie con il territorio, sembra già essere iniziato.

Un gran finale tra funk, soul e "bärner-pop"
Joss Stone con «Stuck on you»

È con un interessante mix di proposte autoctone (nel senso di Made in Swiss) e internazionali che si concluderà, dopo una decina di intense giornate, l’edizione 2019 di Moon & Stars. Si parte stasera con una coppia di acclamate star dell’universo funk-soul. La prima, l’inglese Joss Stone, alla sua prima apparizione sul palco locarnese, è una delle incontrastate regine del soul contemporaneo. Che ha iniziato ad esibirsi giovanissima: nel 2001, a soli 13 anni, con una intensa versione di (You Make Me Feel Like) A Natural Woman conquistò tutti al talent show della BBC Star for a Night attirando l’attenzione del produttore americano Steve Greenberg che la volle assolutamente negli States, a Miami, dove le fece incidere il suo primo album The Soul Sessions, composto essenzialmente da cover di successi soul degli anni Sessanta-Settanta, assieme ad alcuni degli storici turnisti della «old school». L’album fu un successo, con oltre 4 milioni do copie vendute trasformando la timida ragazzina in una stella di prima grandezza del panorama mondiale. Da lì la sua carriera è poi proseguita con regolarità tra album (non troppi, sette a tutt’oggi), prestigiose collaborazioni (Patty Labelle, Herbie Hancock, CHris Martin, James Brown, Sean Paul, Rod Stewart, Stevie Wonder, Maroon 5, Mick Jagger, tanto per fare qualche nome...), applaudite tournée e importanti apparizioni sia televisive che cinematografiche. Il tutto rimanendo sempre fedele al suo stile: un soul intenso, vibrante, strettamente legato a quello americano degli anni Sessanta-Settanta di cui è, dal lato pratico, una delle ultime grandi eredi.

Uno dei singoli di maggior successo di Jamiroquai «Space Cowboy»

Seguirà un autentico beniamino della platea locarnese , Jason «Jay» Key, cantante a titolare di uno dei marchi più vincenti del funk europeo dell’ultimo quarto di secolo: Jamiroquai. Noto in egual misura per il suo sound di chiara ispirazione Motown (Stevie Wonder in particolare) all’interno del quale non mancano tuttavia elementi di contemporaneità (tra i quali, negli ultimi dischi l’eletttronica), e dei bizzarri look con cui si presenta sulla scena, rappresenta, alla stregua di Joss Stone, uno degli artisti europei che più e con maggior originalità si ispira a quel sound che ha trasformato la black music in un fenomeno di portata planetaria.

Domenica sera, infine, Moon & Stars calerà il sipario con un’altra serata interamente «Swiss Made». Protagonisti i bernesi Patent Ochsner, band creata e guidata all’istrionico cantante Büne Huber che da vent’anni miete successi a ripetizione oltre Gottardo con le sue canzoni (rigorosamente in dialetto bernese) in cui mescola pop, rock, musica popolare dell’arco alpino e influenze world. E che in quest’occasione avrà quale «guest» un’altra acclamata star nazionale (ma non solo, visto che la sua popolarità si estende anche a Francia e Germania), il cantautore Stefan Eicher.

Il più recente singolo dei Patent Ochsner «Dr Zug (fahrt us dr Stadt)»
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