Arte

Quando forme d’arte diverse convivono nello spazio e nel tempo

L’evento promosso dalla Fondazione «La Fabbrica del Cioccolato» verrà inaugurato sabato 25 maggio a Torre

Quando forme d’arte diverse convivono nello spazio e nel tempo

Quando forme d’arte diverse convivono nello spazio e nel tempo

BLENIO - Fabbrica del Cioccolato in vetrina il prossimo fine settimana a Torre (frazione di Blenio). Non si tratta di una collettiva né di una mostra a tema quella che si inaugura sabato 25 maggio alle 17 in Cima Norma. È un evento che evidenza sin dalle origini la vocazione programmatica della Fondazione La Fabbrica del Cioccolato e cioè far convivere diverse realtà artistiche in perfetta condivisione di spazio e tempo. La Fondazione, anfitrione dell’evento, nei vasti spazi di cui dispone presenta tre realtà artistiche che nel sito, seppur provenienti da località ed esperienze disparate tra loro, hanno trovato un punto di incontro, un luogo ideale in cui pensare e creare. Innanzitutto Markus Keibel, un berlinese arrivato lo scorso anno in visita a Torre, e rapito dalla grande fabbrica dormiente nel bel mezzo delle Alpi, ha immaginato The Organon Experiment, un’istallazione di denuncia del pericolo che incombe su ognuno di noi, la cui facoltà conoscitiva è messa a rischio, non necessariamente dalla censura, ma assai più facilmente dalla digitalizzazione, che alterando la lettura, porta all’a-criticità e quindi alla subalternità. «In un’era di semplificazione e irrazionalità – dice Keibel – il pensiero indipendente rappresenta la base di una nuova convivenza e l'arte il campo di sperimentazione di queste visioni». Eco Shifters, curata dall’italo-brasiliana Debora Hirsch, coinvolge dodici artisti di video provenienti da vari paesi e continenti, fatto rimarchevole più donne che uomini, per indagare sulle capacità di interagire, adattare, trasformare e creare nuove relazioni con l’ambiente. «Con la scomparsa di scenari di riferimento – afferma Debora Hirsch – siamo inevitabilmente legati a panorami senza precedenti. La nostra navigazione quotidiana è diventata uno scambio remoto di protocolli immobili. In questi contesti una volta isolati, gli artisti si trasformano in eco-shifter o abitanti di un ecosistema periferico. Attraverso aggiustamenti permanenti, come unica strategia di adattamento e di equilibrio incerto, fungono da agenti modificatori di una natura altrimenti estranea». Infine Simon Berz, un musicista, percussionista e artista visivo, nato e cresciuto a Baden (Svizzera), poi operante con una sua scuola di musica a Zugo e quindi approdato a Torre dove ha il suo atelier e dove crea Stein Klang Ort Zeit, la mostra che presenta sabato 25 maggi oin Cima Norma. Berg è un personaggio unico e interessante. Un artista che, colto dal fascino ineguagliabile della natura, e in valle di Blenio di natura ne assapora a dismisura, riesce a sentire sonorità che ai più, nel frastuono del mondo moderno, si celano. Così, con tenacia decide di trovare il modo di tradurre in musica quei suoni, che sono come voci inascoltate e ci riesce. Inventa il modo di amplificare e modulare i sussurri delle pietre, dall’acqua, dal ghiaccio, del vento. E ciò diventa musica; diventa arte.

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