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Sotto i castelli si è ascoltata della grande musica

Circa 15 mila presenze nei tre giorni del festival gratuito Bellinzona Blues - GUARDA FOTO E VIDEO

Sotto i castelli si è ascoltata della grande musica
(Foto Putzu)

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BELLINZONA - Con Robert Randolph & The Family Band, una delle perle di una preziosa collana chiamata Bellinzona Blues, si è conclusa nelle prime ore di oggi la quinta edizione di un festival che sull’arco di tre giorni ha visto esprimere la loro arte musicale tredici band, apprezzate complessivamente da circa quindicimila persone. Apoteosi finale con la formazione americana guidata dal maestro della pedal steel guitar. Robert Randolph, inserito dalla rivista Rolling Stones nella lista dei 100 migliori chitarristi di sempre, ha tra l’altro reso omaggio a Michael Jackson nel decimo anniversario della sua scomparsa e a Jimi Hendrix del quale si avvicina il mezzo secolo della sua dipartita. La giornata di ieri era iniziata con la blues matinée al mercato. Ospiti Paul Lamb & Chad Strentz. Nel pomeriggio spazio a Double Deuce Special prima dell’aperitivo allietato da Superdownhome.

Poi arrivano gli ambasciatori del griot blues, l’americano Mighty Mo‘ Rodgers e il maliano Baba Sissoko che hanno trovato nella lingua universale della musica una connessione inaspettata e stupefacente, ricordandoci che il blues affonda le proprie radici in Africa. Quindi in esclusiva svizzera grazie a uno degli sponsor principali della manifestazione che ha garantito il suo sostegno per i prossimi tre anni, l’erede dell’epoca d’oro dei grandi pianisti blues e jazz: Kenny „Blues Boss“ Wayne, settantaquattro primavere ben portate gran parte delle quali trascorse davanti ad una tastiera. E si sente.

Venerdì avevano iniziato The Drive Band seguiti dal duo inglese Lamb&Strentz, prima di arrivare a uno due concerti europei dell’armonicista Sugar Ray affiancato da un trio di fuoriclasse tra i quali i due chitarristi Duke Robillard e Little Charlie Baty oltre al sassofonista Greg Piccolo. Senza dimenticare il bassista Michael „Mudcat“ Ward e il batterista Neil Gouvin. Un’esibizione da incorniciare. Alla sua seconda volta nella capitale ticinese, Ana Popovic e la sua band avevano concluso la seconda serata proponendo un mix di blues e soul valorizzato da una voce sottile e un‘indubbia abilità alla chitarra che però non sono bastate a coinvolgere in modo totale.

Da sottolineare il lavoro svolto dal direttore artistico Claudio Egli e dalla sessantina di collaboratori volontari per offrire gratuitamente grandi concerti con star internazionali. Sponsor, partners e punti di ristoro allestiti sulla piazza hanno permesso questo piccolo miracolo in quanto tutti gli utili vengono reinvestiti nella manifestazione organizzata dalla Società Cooperativa Paso presieduta da Michela Delcò Petralli, una famiglia di cui tutti possono diventare membri acquistando una o più quote sociali.

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