LOCARNO 72

Tre ragazzini e un padre eterno Peter Pan

In «Magari» di Ginevra Elkann che ha inaugurato mercoledì sera il programma di Piazza Grande

Tre ragazzini e un padre eterno Peter Pan
Una dei giovanissimi protagonisti del film.

Tre ragazzini e un padre eterno Peter Pan

Una dei giovanissimi protagonisti del film.

Due nomi eccellenti tra le famiglie italiane famose hanno scritto Magari, opera prima di Ginevra Elkann che ha inaugurato il programma di Piazza Grande. Soggetto e sceneggiatura sono della stessa regista (figlia di John Elkann, nipote dell’avvocato Gianni Agnelli e sorella di John e Lapo) e di Chiara Barzini (il bisnonno e il nonno, Luigi Barzini senior e junior, sono stati tra i grandi inviati della stampa italiana).

Snocciolare (anche se per sommi capi) l’albero genealogico delle autrici non è un estemporaneo gossip ma in parte spiega l’interesse cresciuto attorno a questo primo film di Ginevra Elkann, la quale di mestiere fa la produttrice e i meccanismi di un film accattivante li conosce bene. Magari racconta, negli anni Novanta, di tre fratelli – due maschi e una bimba, tra i 9 e i 14 anni – che abitano a Parigi con la madre separata (Céline Sallette) e si ritrovano all’improvviso a condividere una vacanza fuori stagione al mare di Sabaudia con il padre (un bravo Riccardo Scamarcio), tipico esemplare di Peter Pan da commedia all’italiana.

Sebbene non del tutto autobiografico (come ha sottolineato la regista in conferenza-stampa), il film si rifà all’infanzia di Ginevra e dei suoi fratelli, in un racconto filtrato e dal punto di vista della ragazzina (la piccola Oro De Commarque). La prima parte è più divertente, la seconda invece vira verso la malinconia, quando il tono generale vuole essere leggero. La bambina desidera ardentemente, come tutti i figli, che mamma e papà tornino insieme, anche con buffi fioretti e immagini surreali che le suggerisce la mente. Non sono più i tempi di vestire alla marinara.

Scamarcio (sempre in conferenza stampa) si è detto, dopo aver letto la sceneggiatura, un po’ perplesso di dover lavorare con tre ragazzini e un cane, che sui set rappresentano sempre un pericolo.

Non stavolta. Se nel film qualcosa è déjà vu e latita la profondità, ironia e freschezza salvano anche sottotrame non risolte e personaggi a volte solo sbozzati (è il caso di Alba Rohrwacher, la nuova compagna di Scamarcio).

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