Televisione

Trono di Spade: l’inverno è arrivato

La stagione finale dell’acclamata serie della HBO dal 14 aprile

Trono di Spade: l’inverno è arrivato
Il Trono di Spade. (Foto Keystone/Ap/HBO)

Trono di Spade: l’inverno è arrivato

Il Trono di Spade. (Foto Keystone/Ap/HBO)

«Al gioco del trono si vince o si muore». Il gioco del trono, invece, vince e basta. Il Trono di Spade (Game of Thrones in originale) si conclude con l’ottava, attesissima, stagione, che parte ufficialmente il 14 aprile negli Stati Uniti, anche se HBO che la produce e la diffonde oltreoceano, ha già reso disponibile in streaming sulla sua piattaforma il primo episodio. In Svizzera (vedi sotto) è diffusa da RTS. È la serie dei record: dal debutto nel 2011 a oggi ha vinto oltre 300 premi e fra questi ci sono ben 47 Emmy, gli «Oscar» del piccolo schermo. Ma il riconoscimento più grande è quello del pubblico che l’ha trasformata in un fenomeno globale. Non solo per le cifre stratosferiche di spettatori ma soprattutto per la passione che ha scatenato la trasposizione del mondo fantasy creato dallo scrittore George R.R. Martin nei romanzi del ciclo Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Complice una qualità produttiva che non si era mai vista prima sul piccolo schermo e personaggi eccezionalmente forti e psicologicamente complessi. Che l’attesa sia altissima lo dimostrano anche gli 81 milioni di visualizzazioni in un giorno che hanno accompagnato l’uscita del trailer di questi ultimi sei episodi, costati ognuno 15 milioni di dollari e pronti ad alzare ancora di più l’asticella della qualità.

Sono ormai nomi e volti noti al grande pubblico quelli di attori come Peter Dinklage, eccezionale - e giustamente strapremiato - interprete di Tyrion, malmesso, bistrattato e geniale figlio nano dell’odiata casata Lannister (odiata, sì, perché nel Trono di Spade si fa il tifo, eccome); o di Jon Snow con il volto serio di Kit Harington, che da bastardo degli Stark assurge al ruolo di eroe e forse salvatore, con tanto di morte e resurrezione. La lista è infinita: Emilia Clarke, la bionda Daenerys Targaryen pronta a volare in groppa ai suoi draghi alla riconquista del trono di spade per regnare sui Sette Regni; la perfida e tormentata Cersei Lannister, alla cui rabbia dà il volto Lena Headey; Maisie Williams, che ha cominciato da bambina a interpretare Arya Stark, ora cresciuta e diventata un sicario senza volto... Alcuni di loro hanno un passato cinematografico, altri come Sophie Turner che interpreta Lady Sansa si stanno creando un futuro sul grande schermo (negli X Men in questo caso) e nel cast del Trono sono passati anche volti ben noti come Sean Bean, Charles Dance o Jonathan Pryce. Ogni complicato dettaglio di ciò che succede nel continente di Westeros è ormai familiare. Dall’araldica delle casate - i lupi degli Stark, i leoni dei Lannister, il drago dei Targaryen o l’inquietante uomo scuoiato a testa in giù dei Bolton - i luoghi, i miti e le religioni. Tutto a creare un mondo dall’enorme profondità e spessore. E pensare che l’episodio pilota, visionato dagli amici dei creatori della serie David Benioff e D.B. Weiss, era stato bocciato. Un restyling, con tanto di cambio di interprete per uno dei ruoli principali (inizialmente Daenerys non era Emilia Clarke) ed ecco che Il Trono ha preso vita. I due milioni di spettatori della prima puntata da allora sono aumentati a dismisura (oltre 12 milioni negli USA il picco per la messa in onda della puntata finale della scorsa stagione), mentre i social si ingolfavano di commenti, meme divertenti o reazioni incazzate agli efferatissimi fatti di sangue, sesso, violenza, intrighi mutilazioni, incesti, lotte di potere, o riportavano lo sgomento per l’eliminazione sistematica - e solitamente in maniera spaventosa - dei personaggi a cui più ci si appassionava. Il tutto all’ombra di una minaccia sovrannaturale di un esercito di gelidi morti in marcia dal Nord con cui ora bisogna fare i conti. La serie è diventata sempre più grossa, tra effetti speciali e set sparsi per il mondo, dall’Irlanda, alla Croazia, alla Spagna, all’Islanda. Sparsi come i sei troni nascosti ai quattro angoli del pianeta che in una sorta di caccia al tesoro hanno accompagnato l’attesa, fino alla première con tutto il cast nei giorni scorsi a New York.

«L’inverno sta arrivando» recita il motto di casa Stark. E ora, con il clamoroso finale della scorsa stagione (allarme spoiler), la Barriera che crolla e il dilagare degli Estranei verso sud, l’attenzione è a mille. Su cosa succederà nell’ultima stagione bocche cucite. Praticamente è tutto top secret. Si sa solo che ci sarà una grandiosa battaglia girata nell’arco di 11 settimane fra freddo e buio. Oltre a ciò, l’unica certezza è forse quella che la stagione conclusiva di Trono di Spade farà di tutto per emozionare il pubblico già dalla prime note della straordinaria sigla musicata dal tedesco Ramin Djawadi. Facendo diventare ancora una volta, il piccolo schermo grandissimo.

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