Beatles Days

Vandelli e Shapiro fanno il botto a Bellinzona

In grande forma stupiscono con un memorabile concerto di oltre due ore - GUARDA LE FOTO

Vandelli e Shapiro fanno il botto a Bellinzona
(Foto Reguzzi)

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Vandelli e Shapiro fanno il botto a Bellinzona

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Vandelli e Shapiro fanno il botto a Bellinzona

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Vandelli e Shapiro fanno il botto a Bellinzona

Vandelli e Shapiro fanno il botto a Bellinzona

Vandelli e Shapiro fanno il botto a Bellinzona

BELLINZONA - I due «ex nemici» del beat-rock italiano – Maurizio Vandelli e Shel Shapiro – hanno concluso ieri sera l’edizione numero 19 dei Beatles Days di Bellinzona con un concerto di oltre due ore da incorniciare, durante il quale hanno estratto dai loro scrigni tante perle musicali che non tramonteranno mai. I due, quasi 150 anni insieme, hanno dimostrato di che pasta sono fatti. E si tratta di pasta buonissima che non ha perso il sapore e la fragranza di un tempo. Artisti di valore indiscutibile con tanta voglia di emozionare: compito perfettamente riuscito.

Voto 10 per i brani e per l’interpretazione con un magna cum laude per l’ex leader dell’Equipe 84 che a 75 anni ha mantenuto praticamente intatta la voce di quando cantava nella band protagonista di una delle più belle stagioni della musica italiana. Con il loro progetto Love & Peace hanno scelto, tra una battuta e qualche punzecchiatura, di proporre brani in grado di far venire la pelle d’oca in chi li ascolta. E il pubblico accorso in buon numero in piazza del Sole ha risposto con entusiasmo. Quando c’era da cantare lo faceva con entusiasmo e quando c’era da ascoltare pure. Perché opere come Auschwitz o Casa mia fanno meditare. Bello il loro aprirsi a chi era lì e questo è il valore aggiunto di un live. Sinceri come quando Shel ammette di «aver invidiato per tutta la vita» i «rivali» che portarono al successo in Italia, Bang bang, un gioiellino di Sony&Cher.

Significativi anche i tributi ad altri grandi come la versione di Shapiro di My religion, firmata dai REM. Lo stesso ex leader dei Rokes ha poi puntato sul maestro Bob Dylan con la leggendaria Blowin in the Wind. Vandelli ha giocato in casa scegliendo Lucio Battisti, con anche una magnifica esecuzione di La luce dell’est.

In apertura di serata il giovane cantautore TH3O in stato di grazia la cui crescita artistica è continua. Venerdì sul palco erano saliti Rolando Giambelli e The Instant Karma, prima tribute band elvetica di John Lennon. Apoteosi finale con la Magical Mystery Orchestra che ha interpretato anche canzoni che gli stessi Beatles non hanno mai proposto dal vivo. La tre giorni era decollata giovedì al bar Viale con Mary & The Quants. La manifestazione è organizzata dalla Fondazione del Patriziato di Bellinzona presieduta da Graziano Lavizzari che ora sta già pensando all’edizione numero 20.

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