Riconoscimenti

Vania Luraschi: «All’inizio pensavo
fosse uno scherzo»

La fondatrice del Teatro Pan sorpresa e felice del Premio svizzero di Teatro

 Vania Luraschi: «All’inizio pensavo <br />fosse uno scherzo»
Vania Luraschi. (Foto BAK/ Gneborg)

Vania Luraschi: «All’inizio pensavo
fosse uno scherzo»

Vania Luraschi. (Foto BAK/ Gneborg)

LUGANO - «Io davvero non me lo aspettavo. Quando mi hanno chiamato dall’Ufficio federale della cultura, all’inizio pensavo fosse uno scherzo di mia figlia che imitava l’accento svizzerotedesco... Ascoltando la voce però, ho capito che non era lei. Sono rimasta sorpresa. E naturalmente ne sono contenta». La ticinese Vania Luraschi è fra i vincitori dei Premi svizzeri di Teatro annunciati giovedì mattina dall’Ufficio federale della cultura. Gli importanti riconoscimenti federali verranno consegnati il 24 maggio, alla presenza del consigliere federale Alain Berset al Théâtre du Crochetan di Monthey il prossimo 24 maggio prossimo, in occasione della sesta edizione dell’Incontro del Teatro Svizzero.

Attiva dalla metà degli anni Settanta dopo gli studi di Pedagogia sociale a Losanna e di Teatro a Parigi, Vania Luraschi ha fondato il Teatro Pranzinis Zirkus, che nel 1986 divenne il Teatro Pan di Lugano. Cofondatrice del TASI, è stata anche organizzatrice di quello che, nato come Giostra del teatro, negli anni è diventato il FIT - Festival internazionale del Teatro e organizza tutt’ora Il Maggiolino, rassegna teatrale rivolta ai giovanissimi. Proprio il teatro per «il giovane pubblico» è da sempre stato al centro dei suoi interessi e delle sue attività. «L’obiettivo era quello - ci dice - di promuovere il teatro per ragazzi, il teatro per il giovane pubblico, per il quale in Ticino non c’era nulla». Un lavoro di promozione, quello svolto da Vania Luraschi, vitale nel dare inizio all’educazione alla cultura teatrale di molti giovani. «All’inizio - ricorda - eravamo solo noi (del Teatro Pan, ndr.). Adesso tutta l’attività si è allargata, ci sono altre compagnie. Abbiamo lavorato molto con le scuole, lo abbiamo fatto in passato e continuiamo anche ora, benché negli ultimi anni sia diventato più difficile. Nei nostri spettacoli indirizzati al giovane pubblico cerchiamo di trattare dei temi universali ma in modo poetico, con una certa estetica, perché i ragazzi hanno bisogno anche di bellezza. C’è un lavoro di ricerca con i registi e con gli attori, per cercare di proporre il meglio». «Cerchiamo di lavorare con dei progetti - conclude Luraschi - altrimenti è difficile coinvolgere le scuole. Ne abbiamo ad esempio realizzato uno sui social media e sul bullismo».

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