Altro che favola moderna, il finale di «Pretty Woman» doveva essere triste

CINEMA

Lo ha svelato in un’intervista Julia Roberts, la protagonista insieme a Richard Gere di uno dei film cult degli anni ‘90

Altro che favola moderna, il finale di «Pretty Woman» doveva essere triste
(Foto Keystone)

Altro che favola moderna, il finale di «Pretty Woman» doveva essere triste

(Foto Keystone)

LOS ANGELES - Nessun lieto fine, ma un epilogo decisamente amaro quello che gli sceneggiatori avevano inizialmente pensato per il celebre film «Pretty Woman». A svelarlo è stata Julia Roberts, la Vivien protagonista della pellicola che lanciò la sua carriera a Hollywood, in un’intervista a Patricia Arquette nel programma americano «Variety».

In origine non era infatti previsto alcun «happy ending» per la prostituta Vivien, che anziché conquistare il cuore del ricco e affascinante Richerd Gere, avrebbe dovuto tornare alla sua vita: «Il finale doveva essere triste e vero, con me che tornavo alla mia vita di sempre, scaricata da un’auto di lusso in un vicolo sporco e buio e la pellicola doveva essere un film oscuro e grintoso, non quella commedia rosa che è poi diventato», ha detto la Roberts, rivelando che fu la produzione a imporre il cambio di finale per rendere il prodotto più commerciale, visto che era stato coinvolto nel progetto un sex symbol come Richard Gere.

«Per fortuna - ha commentato l’attrice - la produzione passò poi alla Disney, presero Gary Marshall come regista e la sceneggiatura fu completamente rielaborata. Io ero stata già ingaggiata e mi tennero anche quando optarono per il finale romantico».

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