Autogrill a misura di orso

La curiosità

I plantigradi di un «santuario» in Kosovo, sequestrati a privati che li custodivano in condizioni terribili, restano al fresco nella calura estiva

Autogrill a misura di orso
Gli orsi sono nutriti due volte al giorno con un mix di frutta e verdura e ricevono carne tre volte a settimana

Autogrill a misura di orso

Gli orsi sono nutriti due volte al giorno con un mix di frutta e verdura e ricevono carne tre volte a settimana

Come un Autogrill, ma a misura di... orso. Succede in un «santuario» per plantigradi in Kosovo, il Bear Sanctuary Prishtina. Una sorta di paradiso per questi grandi mammiferi, ad oggi 20 esemplari, tutti sequestrati a privati o ristoranti che li esibivano come attrazioni per i visitatori. Ovviamente in condizioni terribili, manco fossero oggetti. «Spesso e volentieri tenuti in cattività e costretti a vivere in gabbie davvero molto piccole, anche di appena quattro o cinque metri quadrati al massimo. Pensate che uno dei nostri ospiti ha vissuto in condizioni del genere addirittura per 13 anni!—esclama il portavoce della struttura, Jeton Hetemaj. Che sottolinea come oggi, qui, possano godere «di circa 5.000 metri quadrati a testa, nei quali muoversi in libertà. Inoltre, hanno accesso all’acqua e zone dov’è possibile vivere com’è nella natura di questi animali». Insomma, un recinto decisamente più grande e che imita il loro habitat naturale. Tutta un’altra musica, quindi, rispetto agli anni peggiori della loro vita, trascorsi in gabbia.

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Guarda il video — Per questi orsi tutta un’altra musica rispetto agli anni peggiori della loro vita, trascorsi in gabbia

I custodi si danno da fare in tutti i modi per battere la calura estiva, cercando di mantenere i loro notevoli ospiti al fresco nelle ore più calde della giornata, che raggiungono temperature soffocanti, allestendo una serie di «punti di ristoro» simili alle umanissime «aree di servizio» che si incontrano lungo le strade costruite nel mondo umano. Naturalmente, il pensiero corre al periodo nero causato dalla pandemia. Ma le restrizioni ai viaggi sono state allentate e si spera che ora arrivino anche più visitatori. Il santuario, infatti, nel 2020 ha visto calare il numero dei visitatori del 70%.

«Come altri settori, abbiamo difficoltà a causa della pandemia. In un anno normale viaggiamo a un rimo di 50.000 visitatori, ma l’anno scorso erano stati appena 15.000. L’impatto sulle nostre entrate è stato importante e queste si sono ridotte al lumicino. L’anno scorso, fortunatamente, abbiamo potuto contare sugli aiuti forniti da ‘Four Paws’. Come sempre, del resto». L’organizzazione animalista globale, fondata nel 1988, ha sede in Austria, a Vienna, e ha lo scopo di migliorare le condizioni di vita degli animali sotto l’influenza diretta dell’uomo, rivelandone la sofferenza e salvandoli dalle difficoltà, oltre che dedicarsi alla loro protezione.

Gli orsi sono nutriti due volte al giorno con un mix di frutta e verdura e ricevono carne tre volte a settimana, ha riferito il custode Arben Bytyci all’agenzia Reuters. Anche se il santuario è di nuovo aperto ai visitatori, il numero di persone in visita è ancora inferiore rispetto a prima della pandemia.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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