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Brexit senza accordo? Ecco cosa mangerebbero gli inglesi

Bloomberg ha stilato una lista di alimenti a cui i sudditi di sua Maestà dovrebbero rinunciare in caso il Paese uscisse dall’Europa senza alcun accordo che stabilisca relazioni commerciali

Brexit senza accordo? Ecco cosa mangerebbero gli inglesi
(Foto Keystone)

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LONDRA - Malgrado la volontà del Parlamento britannico di scongiurare una Brexit senza accordo. Nel caso non si trovi un’intesa sulle relazioni commerciali del Regno Unito con i Paesi UE, a risentirne sarebbe soprattutto l’alimentazione degli inglesi, che producono solo il 60% di ciò che mangiano. Bloomberg ha stilato una lista degli alimenti a cui i britannici potrebbero dover dire addio in caso si verificasse il peggior scenario ipotizzabile.

Bye-bye brie e parmigiano
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Si prospetterebbero tempi duri per gli amanti dei formaggi stranieri, come il brie (francese) e il parmigiano (italiano). Probabilmente il Regno dovrebbe scordarsi anche del cheddar e del burro irlandesi e i contadini nell’Irlanda del Nord non potrebbero più far processare il latte oltre il confine.

Pizza a rischio
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Nonostante il Regno Unito produca abbastanza grano, altri tipi di frumento, come quello necessario per la crosta della pizza, si trovano altrove.

Allarme fish and chips
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Anche il fish and chips, piatto tipico della cucina britannica, potrebbe incorrere in qualche pericolo. Già perché se sul fronte delle patate la Gran Bretagna è al sicuro (ne produce tre quarti del fabbisogno), peggio andrebbe per il merluzzo, per la maggior parte importato da Norvegia e Islanda.

Via il té delle 5
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Anche tradizioni centenarie come il té delle 5 del pomeriggio, basato sulle importazioni, potrebbero subire uno scossone. Stessa cosa per caffè e vino, la cui disponibilità è garantita dai rifornimenti dall’estero. Basti pensare che nel 2017 il Regno Unito ha importato 480 milioni di bottiglie di vino dall’Unione Europea. Gli inglesi potranno comunque farsi un goccetto nei pub, dato che circa 20 milioni di botti di whisky stanno maturando in Scozia e il Paese potrebbe poi sfruttare i campi di orzo per produrre birra.

Piselli a volontà
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I prodotti freschi sarebbero tra i più colpiti, dal momento che il Regno Unito importa la maggior parte dei suoi frutti e circa la metà dei suoi ortaggi. Il Paese produce però un sacco di piselli (la sua verdura più venduta), carote e barbabietole sono inoltre disponibili per molti mesi. I broccoli sarebbero sugli scaffali solo per metà dell’anno. E Bloomberg avverte: potete dire addio agli avocado toast che tanto vanno di moda e sarà bene conservare i pomodori per le occasioni speciali: gli agricoltori del Regno Unito ne producono solo un quinto di quelli venduti.

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