Chiara Ferragni a Sanremo? «Un cattivo esempio»

italia

L’imprenditrice digitale potrebbe affiancare Amadeus alla conduzione, ma il Codacons non ci sta e annuncia battaglia legale

Chiara Ferragni a Sanremo? «Un cattivo esempio»
© EPA/ETTORE FERRARI

Chiara Ferragni a Sanremo? «Un cattivo esempio»

© EPA/ETTORE FERRARI

Sta suscitando scalpore la possibile partecipazione di Chiara Ferragni al prossimo Festival di Sanremo. L’imprenditrice digitale potrebbe affiancare Amadeus alla conduzione della kermesse musicale ma, malgrado il suo sia solo uno dei tanti nomi che circolano, sta già facendo discutere nella vicina Penisola. Persino il Codacons (il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) è sceso in campo, dicendosi addirittura detto pronto a «intentare una causa legale contro la Rai e ad impugnare dinanzi alla Corte dei Conti e alla Procura il contratto di ingaggio di Chiara Ferragni qualora sia confermato il suo ruolo a Sanremo». «Si tratta di una scelta sbagliata per l’azienda, che dovrebbe individuare modelli più adatti all’interno di programmi diretti ad un vasto pubblico, costituito in prevalenza da giovani. Chiara Ferragni è stata infatti oggetto di numerose denunce alle autorità competenti per l’uso totalmente errato dei social network, con particolare riferimento all’utilizzo che la stessa fa su Instagram del proprio figlio, utilizzato a scopo commerciale per promuovere marchi e prodotti vari, in totale violazione delle norme vigenti che tutelano i minori e la loro privacy», scrive il Condacons.

La replica: «Sono dichiarazioni diffamatorie»
Immediata la reazione della Ferragni, che in una nota ha risposto: «Sono molto colpita dal tempo e dall’aggressività che nelle ultime settimane il Codacons ha destinato alla mia persona e ai progetti che mi riguardano con dichiarazioni infondate e dal contenuto diffamatorio, che screditano me e comunicano ai consumatori informazioni errate». «È stato consigliato alla Rai di individuare modelli più adatti all’interno di programmi diretti ad un vasto pubblico (cit.) insinuando in maniera arbitraria che io sia un modello sbagliato. Allo stesso tempo il Codacons ha fatto diverse affermazioni errate e senza fondamento del tipo ‘Chiara Ferragni è stata infatti oggetto di numerose denunce alle autorità competenti per l’uso totalmente errato dei social network’, per le quali invito il Codacons a smentirmi con prove reali e non con illazioni. Ulteriore diffamazione è stata rivolta a Chiara Ferragni Unposted, film sulla mia vita, che viene definito in maniera totalmente denigratoria «pseudo-documentario’. «Altra accusa infondata riguarda - prosegue la nota - le bacchettate che le ha rivolto l’Antitrust circa fantomatiche denunce per pubblicità occulta». E ancora: «Aggiungo che per ora, per quanto mi è noto non è stato mai preso da parte dell’Antitrust alcun provvedimento nei miei confronti. Questa ennesima affermazione è stata manipolata per danneggiare la mia persona. Ricordo al Codacons che nel 2018 attraverso TBS Crew S.r.l. (di cui sono socia fondatrice ed amministratrice delegata) sono stata la prima personalità del mondo social ad associarmi allo IAP-Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, proprio per contribuire alla regolamentazione della pubblicità sui social». «Sono rammaricata di come una associazione che tanto ha fatto e tanto fa ogni giorno per noi consumatori non abbia mai cercato un confronto con me e le mie società per delineare nuove regole a tutela del consumo, ma abbia invece scelto la via dei comunicati ostili e infruttuosi. Spero che il Codacons continui a lavorare per tutelare i consumatori. Io sono pronta a dare la mia disponibilità».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Curiosità
  • 1
  • 1