Scienza e cultura

Cosa c’entrano i Big Data con Beethoven?

Un’analisi condotta dal Politecnico di Losanna (EPFL) ha analizzato scientificamente la musica di Beethoven rivelandone tutti i segreti

Cosa c’entrano i Big Data con Beethoven?
Foto Shutterstock

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Foto EPFL

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LOSANNA - Grazie ai Big Data, la musica di Beethoven non ha più segreti: per la prima volta l’analisi scientifica basata su grandi quantità di dati ha permesso di individuare le caratteristiche dello stile del musicista e il risultato è considerato il primo passo di un’imminente rivoluzione nello studio di quest’arte. Pubblicata sulla rivista Plos One, l’analisi è stata condotta dal Politecnico di Losanna (EPFL) ed è coordinata da Martin Rohrmeier, direttore del Digital and Cognitive Musicology Lab (DCML).

Capire come funziona la musica

«Nuovi metodi all’avanguardia basati su statistica e scienza dei dati ci permettono di analizzare la musica in un modo nuovo, che era fuori dalla portata della musicologia tradizionale» rileva Rohrmeier. «Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è comprendere come funziona la musica». Per decodificare lo stile musicale di Beethoven, i ricercatori hanno analizzato le partiture dei 16 quartetti d’archi composti dal musicista nel corso della sua vita. «Abbiamo essenzialmente generato una grande quantità di dati digitali, nei quali abbiamo cercato gli schemi musicali di Beethoven», afferma Fabian Moss, primo autore dello studio. I Quartetti d’archi di Beethoven, composizioni per due violini, una viola e un violoncello, rappresentano oltre 8 ore di musica e contengono quasi 30.000 accordi.

Per individuare la cifra stilistica del musicista i ricercatori hanno analizzato soprattutto gli accordi, sia i tipi usati, sia il modo in cui si ripetono. I due tipi principali di accordi si chiamano di dominante e di tonica e hanno ruoli centrali per accumulare la tensione e rilasciarla. Ma nel complesso c’è un gran numero di tipi di accordi, incluse molte varianti degli accordi di dominante e tonica. I quartetti per archi di Beethoven, a esempio, ne contengono oltre mille tipi. Tuttavia lo studio rivela che nelle opere di Beethoven la maggior parte della musica dei quartetti d’archi è governata dagli accordi dominante e tonica e dalle loro numerose varianti e che la transizione più frequente da un accordo all’altro passa da quello di dominante a quello di tonica

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