Dalla cipolla alla vitamica C, il podio delle bufale sulla Covid-19

falsa informazione

Sono diverse le fake news che stanno circolando su internet e social che suggeriscono ai medici e infermieri di adottare rimedi «originali» per combattere il coronavirus

Dalla cipolla alla vitamica C, il podio delle bufale sulla Covid-19
©KEYSTONE/Ti-Press Samuel Golay

Dalla cipolla alla vitamica C, il podio delle bufale sulla Covid-19

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Bere bevande calde perché le alte temperature uccidono il virus. Consumare estratti di cipolla (non si capisce per quale motivo). La vitamina C è efficace sui malati di coronavirus, tant’è che viene testata in alcuni ospedali milanesi. Sono solo alcune delle «originali» teorie che corrono sul web in questo periodo e stanno diventando virali sui social media e internet. Tutte false, ovviamente, come sottolineano gli esperti. Ma partiamo con ordine.

Sul primo gradino del podio delle bufale troviamo la vitamina C che sta letteralmente dominando i trend: è la notizia lanciata da una sedicente infermiera o dottoressa, che fa sapere che in alcuni ospedali milanesi stanno usando con successo sui malati di coronavirus la vitamina C, tanto da invitare tutti ad ingerirne 1-2 grammi al giorno, anche in pillola, come misura di prevenzione. Il virologo dell'Università statale di Milano Fabrizio Pregliasco, intervistato dall’Ansa, precisa come «la vitamina C ha funzione antiossidante ed è adiuvante, può aiutare, ma certo non curare né prevenire il coronavirus». Indubbiamente, aggiunge, «qualche spremuta d'arancia in più non fa male, a meno che non si sia diabetici, perché in generale la vitamina C ha un effetto protettivo dalle infezioni respiratorie, ma quella assunta con l'alimentazione è sufficiente. Prenderla come supplemento, se non l'ha prescritta il medico, può provocare un eccesso dannoso per la salute».

Secondo posto per l’alta temperatura. Bere bevande calde e risciacquare la bocca aiuterebbe ad eliminare il virus. Secondo Massimo Puoti, direttore del reparto di Malattie Infettive dell'ospedale Niguarda di Milano, «per uccidere il virus bisognerebbe bere l'acqua a temperatura bollente, il che danneggerebbe il tessuto interno della gola ed esofago». Infine, c’è anche chi ha suggerito di usare l'estratto di cipolla per proteggersi dal virus. In questo caso, però, l’unico beneficio che porterebbe sarebbe quello di aiutare a mantenere il «social distancing» per evitare il contagio.

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