Davano la caccia ai Pokemon e non ai ladri: licenziati

Stati Uniti

La Corte d’Appello californiana ha confermato il licenziamento di due agenti della polizia di Los Angeles, rei di non aver risposto a una rapina nel 2017

Davano la caccia ai Pokemon e non ai ladri: licenziati
© Shutterstock

Davano la caccia ai Pokemon e non ai ladri: licenziati

© Shutterstock

Hanno dato la caccia ai mostriciattoli e non ai ladri. E per questo motivo sono stati cacciati dal dipartimento. La conferma del licenziamento è arrivata dalla Corte d’Appello californiana. La sentenza, beh, riguarda due agenti della polizia di Los Angeles, sorpresi a giocare a Pokemon Go invece di rispondere a una rapina presso un centro commerciale. I fatti risalgono al 2017.

Nella sua sentenza, venerdì, la Corte d’Appello ha confermato una precedente decisione. Respingendo, quindi, le rimostranze degli agenti in questione. Da un lato, la coppia si era lamentata dell’utilizzo improprio dei filmati video all’interno della volante. Filmati da cui, appunto, emerge la loro cattiva condotta. Dall’altro, entrambi avevano posto l’accento sugli interrogatori avvenuti senza rappresentanze legali e sindacali.

Louis Lozano ed Eric Mitchell, ora, stanno valutando le prossime mosse. I due, a dire il vero, erano stati assegnati a un pattugliamento a piedi nell’area di Crenshaw. E quel giorno, nella zona della rapina, c’erano diverse auto disponibili a rispondere. Loro, tuttavia, non lo hanno fatto. Attirando le ire e le attenzioni del loro supervisore, il sergente José Gomez. La telecamera posta sul cruscotto, dicevamo, ha dimostrato che gli agenti hanno volontariamente ignorato la chiamata. Secondo i registri del tribunale, addirittura, Lozano avrebbe detto «vaffanculo». Della serie: meglio dedicarsi ad altro.

E altro, in questo caso, voleva dire giocare a Pokemon Go. Un’app che utilizza la tecnologia di geolocalizzazione e la realtà aumentata per indurre i giocatori a cercare e catturare i mostriciattoli nell’ambiente reale. Addirittura, Mitchell ha avvisato Lozano che nelle vicinanze si trovava un personaggio noto come Snorlax. Per i successivi venti minuti, il video ha mostrato gli agenti discutere di Pokemon e, soprattutto, guidare nei vari luoghi in cui apparivano le creature. Roba da matti.

Inutili le scuse, anche perché tardive. La frittata oramai era bella che fatta. Le varie commissioni disciplinari che si sono chinate sul caso si sono pronunciate all’unanimità contro i due agenti, affermando che le loro dichiarazioni agli investigatori erano «false e ingannevoli» e, ancora, che mettersi a giocare a Pokemon Go in servizio ha violato la fiducia del pubblico. Si è trattato, in estrema sintesi, di un «comportamento non professionale e imbarazzante», secondo gli atti del tribunale.

Gli agenti, come detto, sono stati licenziati in tronco. La Corte d’Appello ha ritenuto infondati i loro ricorsi, in particolare riguardo all’uso improprio delle registrazioni video. «Sarebbe assurdo richiedere agli ufficiali in comando e agli investigatori degli affari interni di ignorare le prove di condotta criminale semplicemente perché sono state catturate involontariamente» in tali registrazioni.

Almeno, ora, i due avranno più tempo per giocare...

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Curiosità
  • 1
  • 1