Droni al posto di fuochi d’artificio

La tecnologia

Le stelle «prendono vita» e compongono coreografie mozzafiato: figure gigantesche fluttuano leggiadre in mezzo al cielo notturno - Farfalle, balene, ma anche emoji, marchi e scritte - Ecco come l’azienda britannica Celestial sostituirà i tradizionali spettacoli pirotecnici—molto inquinanti—con apparecchi volanti radiocomandati

Droni al posto di fuochi d’artificio
La ditta dispone di una tecnologia che permette di controllare la coreografia di trecento piccoli aeromobili elettrici

Droni al posto di fuochi d’artificio

La ditta dispone di una tecnologia che permette di controllare la coreografia di trecento piccoli aeromobili elettrici

È un uccello? È un aereo? È Superman! Anzi, no: è una faccetta che ride. Uguale uguale a quelle che ci mandiamo nei messaggini al cellulare. E sta proprio lì, sospesa lassù in mezzo al cielo notturno. E poi all’improvviso... si scompone in centinaia di puntini dalle tinte fluorescenti più disparate e diventa qualcos’altro. Una balena, una farfalla, una tartaruga,... oppure il logo dei Giochi olimpici di Tokyo. È come uno spettacolo pirotecnico, ma senza la puzza di zolfo e gli occhi che bruciano verso la fine delle deflagrazioni colorate. L’emozione è la stessa, ma molto più ecologica. Siamo forse finiti in una sorta di «Matrix»? No, anche se sempre di tecnologia si tratta: questi particolarissimi «fuochi d’artificio», infatti, sono stati realizzati utilizzando dei droni, oltretutto alimentati con elettricità proveniente da fonti rinnovabili. Il risultato? Figure mozzafiato che si muovono leggiadre a mezz’aria, niente rumori che molestano gli animali, niente inquinamento e inoltre... Questi affarini, una volta terminato il loro lavoro, tornano delicatamente a terra, pronti per una nuova prestazione. Mica esplodono!

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Guarda il video — Le «stelle» si muovono e compongono figure incredibili

Il cofondatore dell’azienda britannica Celestial, John Hopkins, ha un passato da cineasta e ha raccontato la sua visione alla Reuters (guarda il video allegato a quest’articolo): «Ho avuto a che fare con gli schermi per molto tempo e quando ho visto che i droni potevano essere utilizzati come se fossero delle ‘videate’, mi sono reso conto che il cielo notturno è un gigantesco ‘televisore’ tridimensionale di proporzioni epiche. Le possibilità, a livello creativo, sono illimitate. Quel che facciamo è come dare vita alle stelle. Abbiamo in mano, a tutti gli effetti, un nuovo mezzo di espressione artistica. È incredibilmente stimolante. Stiamo spingendo avanti i confini di ciò che è possibile realizzare, grazie alla tecnologia dei droni».

Intanto, proprio a questo proposito, oltre alla cerimonia olimpionica di Tokyo 2020, anche India e Cina stanno cercando di limitare il numero di fuochi d’artificio durante il Nuovo Anno Lunare. E pare che pure Sydney potrebbe usare i droni per il suo spettacolo di Capodanno, tra le altre cose anche per ridurre il rischio di incendi boschivi.

«Sì, il nostro obiettivo—conclude Hopkins—è di rimpiazzare i fuochi d’artificio. Non fraintendeteci, ci piacciono tanto, ma sono pericolosi, monouso, rischiano di attizzare incendi e spaventano gli animali. Stiamo cercando di creare qualcosa, dal punto di vista creativo, di più interessante e di più ecologico».

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