Fiori in Europa, neve in Arabia Saudita, ecco il pazzo inverno 2020

Clima

Nel Vecchio Continente, boccioli come se piovesse, mentre la coltre bianca copre lidi storicamente caldi - IL VIDEO

Fiori in Europa, neve in Arabia Saudita, ecco il pazzo inverno 2020
© Shutterstock

Fiori in Europa, neve in Arabia Saudita, ecco il pazzo inverno 2020

© Shutterstock

Rose che sbocciano in Gran Bretagna, sulle coste della Manica e in molti giardini di Londra, splendidi alberi di pesco in fiore in Spagna, così come peschi, peri e meli in Spagna e Francia, mentre nevica sull’Arabia Saudita e bufere di neve imperversano anche su Grecia e Libano ed Egitto, coprendoli di una coltre bianca: è il pazzo inverno 2020, che esordisce con un meteo decisamente anomalo.

I colli sopra la capitale graca. © Printsreen YouTube
I colli sopra la capitale graca. © Printsreen YouTube

Tantissime le testimonianze nelle foto postate sui social media e diffuse dai meteorologi di 3B meteo. «L’anomalia è dovuta a un vortice polare particolarmente forte che sta accentrando tutto il gelo alle latitudini molto alte», rileva l’esperto di 3B meteo, Carlo Migliore, riferendosi all’area di bassa pressione che si trova sull’Artico e che è uno dei più importanti regolatori del clima nell’emisfero Nord.

In condizioni normali, all’interno del vortice polare le correnti si muovono da Ovest verso Est e questo andamento permette all’aria che proviene dall’Atlantico di mitigare il clima in tutta l’Europa. Quando il vortice è molto compatto le temperature nel continente europeo restano miti, ma quando la circolazione delle correnti si inverte allora le correnti fredde del Nord trovano via libera per scendere alle latitudini più basse.

Nella situazione attuale, invece, «la mancanza di una ondulazione del getto - si rileva su 3B meteo - favorisce la risalita degli anticicloni sub tropicali alle medio alte latitudini». Le conseguenze sono le temperature che in Gran Bretagna raggiungono 15 gradi, mentre in Canada e in Groenlandia precipitano fino a meno 50 gradi.

Sono invece «episodici», rilevano i meteorologi, i picchi di freddo che si stanno registrando in questo inizio di gennaio in Paesi tradizionalmente caldi, come Arabia Saudita e Libano.

E in Svizzera?

Con il terzo mese di dicembre più caldo dall’inizio delle misure, conferma anche il sito di MeteoSvizzera, il nostro Paese ha vissuto un inizio d’inverno estremamente mite. Alcune vallate nordalpine interessate dal favonio hanno addirittura registrato il dicembre più mite. A livello regionale, le ore di favonio hanno raggiunto il secondo valore più alto di dicembre dall’inizio delle misure automatiche nel 1981. Per alcune località del versante sudalpino - invece - il mese è risultato il dicembre con le precipitazioni più copiose degli ultimi 50 anni.

Durante il periodo favonico dal 15 al 20 dicembre, a sud delle Alpi si sono infatti verificate precipitazioni estese e intense, in particolare il 20 e il 21 dicembre. Con accumuli giornalieri di 50 - 85 mm e punte fino a 95 mm, per alcune località si è trattato di valori che si situano tra i 10 più elevati dall’inizio delle misurazioni per il mese di dicembre.

In alcune regioni del Sud delle Alpi durante l’intero mese di dicembre sono state misurate più del doppio delle precipitazioni medie di dicembre del periodo 1981 - 2010.

E in Ticino?

A Lugano, con 200 mm di pioggia - ovvero il 250 % della norma - il mese di dicembre appena terminato si situa al nono posto tra i mesi di dicembre più piovosi dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Assieme a dicembre del 2013, il 2019 è stato il mese di dicembre più piovoso da oltre 50 anni. Per risalire a simili accumuli di pioggia bisogna risalire ai dicembre del 1957, 1958 e 1959. Gli altri dicembre particolarmente piovosi degli ultimi 50 anni hanno fatto segnare “solo” poco più di 150 mm

Filmati della prima nevicata della stagione ad Atene dell’emittente AFP. © YouTube
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1 ansa
  • 2 Red. Online
Ultime notizie: Curiosità
  • 1
  • 1