Gli anni Ottanta italiani rivivono in Russia

Curiosità

Uno show andato in onda a Capodanno omaggia la vecchia televisione generalista del Belpaese: e così Ivan Urgant, il Fiorello di San Pietroburgo, diventa Giovanni Urganti - VIDEO

 Gli anni Ottanta italiani rivivono in Russia
©YouTube

Gli anni Ottanta italiani rivivono in Russia

©YouTube

Il video della trasmissione, postato su YouTube, sta facendo il giro dei social in questi primi scampoli di 2021. Parliamo di «CIAO, 2020!», show carico di nostalgia ed elementi kitsch andato in onda in Russia a Capodanno. E perché mai, direte voi? Perché Ivan Urgant, il conduttore, considerato il Fiorello di Russia, assieme ai suoi autori si è inventato uno show tutto in italiano per salutare il tormentatissimo 2020. Testi dei conduttori, pubblicità e canzoni. Tutto, ma proprio tutto, nella lingua di Dante. Con tanto di effetti vintage alle immagini per riportare lo spettatore in una riproduzione, più o meno fedele, degli anni Ottanta all’italiana.

Un gioco di stereotipi, insomma, che incredibilmente funziona. «Buonasera gentili spettatori, per tradizione oggi sarebbe dovuta uscire la puntata di Capodanno, ma per come è stato il 2020 abbiamo deciso di non girarla. Non c’era il desiderio, non c’era l’umore necessario, non ne avevamo le forze». L'introduzione dalla regia di Ivan Urgant, ci riporta immediatamente all’amore della Russia, quantomeno di una generazione di russi svezzata dal Comunismo ma con lo sguardo rivolto all’Occidente, cresciuta con i vari Al Bano, Ricchi e Poveri, Toto Cutugno. «Ma come riempire il vuoto che si è creato nel palinsesto? Quest’anno non siamo potuti andare all’estero, nessuno è potuto venire da noi, forse è il caso di dimenticare almeno per un attimo che siamo così separati, e ricordarci che siamo un solo grande Pianeta. Le fantastiche canzoni, il suono della lingua italiana, gli artisti italiani vi aiuteranno a migliorare l’umore e vi permetteranno di salutare questo 2020 a cuor leggero. Passo la parola ai colleghi italiani».

E così Ivan Urgant diventa Giovanni Urganti, mentre sul palco si alternano le stelle della canzone russa che, con coraggio e simpatia, si prestano al gioco trasformandosi in italiani per una sera. Ne esce uno specchio della vecchia televisione generalista, rimpianta al netto di evidenti storture (come il ruolo della donna considerata una bambolina). Un motivo in più per sorridere, ad ogni modo, sperando che questa pandemia passi definitivamente.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Curiosità
  • 1
  • 1