Grandi mazzate a New York

L’iniziativa

Un gruppo di uomini pratica una singolare disciplina: una volta al mese ci si incontra nel parco centrale per colpirsi a vicenda usando armature e attrezzi di ispirazione medievale, fino a quando solo uno resta in piedi

Grandi mazzate a New York
I partecipanti sono tutti associati a un ente senza scopo di lucro, chiamato «Santa’s Knights»

Grandi mazzate a New York

I partecipanti sono tutti associati a un ente senza scopo di lucro, chiamato «Santa’s Knights»

Prendersi a mazzate. Usando armature e attrezzi medievali. Nel parco centrale di New York. Sembra la trama degna di un rilancio di «Fight Club», il celebre film del ‘99 di David Fincher, basato sul romanzo di Chuck Palahniuk. Ma non è così. Al contrario della pellicola, qui non c’è nessun circolo segreto di persone che prendono parte a violenti combattimenti tra loro. No, la «rimpatriata» ispirata ai tempi di dame e cavalieri è organizzata da Damion DiGrazia, quarantenne ex militare. Dopo il master in economia ad Harvard, lo sbocco naturale è Wall Street. Giusto, Damion? «Certo. Fino a quando un supervisore della Morgan Stanley mi guardò dritto negli occhi per chiedermi: Damion, ma cos’è che ti motiva veramente? Il denaro ti motiva? E io risposi: ‘No’. Vi lascio immaginare. In una banca d’investimento non sanno cosa farsene di te, quando la vedi in questo modo. ‘Cosa mi motiva?’, mi chiedevo ‘Aiutare le persone’. Ecco, aiutare le persone mi piace», ha raccontato all’agenzia Reuters (guarda il video allegato a quest’articolo per saperne di più). Damion fonda Santa’s Knights. È successo otto anni fa. Un’associazione senza scopo di lucro che offre, tra le altre cose, anche il programma «Gladiators NYC». Ufficialmente un corso di ginnastica, ma in realtà...

Loading the player...
Guarda il video — Vita da «gladiatori» a Central Park

«Sono qui per combattere», afferma fiero Luke Reich, gladiatore che—come ogni sabato—ha risposto «presente» all’«incontro» con i colleghi qui al parco. «È bello colpire la gente ed è bello essere colpiti!», esclama. Spade d’acciaio, asce, armature. «Strappagli la testa!», si sfogano alcuni concorrenti-tifosi, rimasti esclusi dal torneo di giornata perché caduti a terra. «Sono qui solo per la violenza», dice Dmitri Tyurmin, robusto trentanovenne. Che aggiunge: «Per darne e per riceverne». Negli incontri uno contro uno, i membri di Gladiators NYC indossano caschi, cotte di maglia e armature complete che pesano fino a cinquanta chili. Si colpiscono l’un l’altro in testa con armi vere accompagnate da calci, pugni e lanci nel fango, usando tecniche di arti marziali miste. Negli incontri corpo a corpo, fino a quattro cavalieri combattono fino alla fine, fino a quando uno rimane in piedi. «La vittoria? Non è questo il punto del combattimento, per me—,dice ancora Dmitri—. Non sono neanche lontanamente abbastanza bravo per competere per qualsiasi tipo di posto o titolo o medaglie. Sono qui solo per la violenza, appunto».

Ma, al contrario di quanto si potrebbe pensare, quest’attività non è sconosciuta nella Svizzera italiana. Franco Bianchetti, in un’intervista pubblicata nel 2020 su il Caffè, aveva infatti spiegato l’attività del Gruppo Combattimento Medievale Agonistico Suedalp Ticino, che ha fondato nel 2012: «Le armi non tagliano e le armature sono fatte apposta per attutire i colpi, ma le botte sono vere. Per questo è necessario allenarsi e tenersi in forma». La sede di riferimento del club è a Quartino. Una sala è stata trasformata in una sorta di arena per «darsele di santa ragione. Ci si fa più male inciampando o non mettendosi l’armatura nel modo giusto. Anche perché sono concessi anche sgambetti e mosse di lotta libera. I regolamenti, però, sono precisi e gli arbitri controllano le competizioni». Come tutti gli sport, anche il combattimento medievale è una gara. Per ora riservata solo ai maggiorenni. «Ma è un’attività sportiva ideale anche per le donne», aveva sottolineato Bianchetti. «Si combatte come nel quattordicesimo secolo, con armi che sono fedeli riproduzioni di quelle usate durante le vere battaglie medievali, ma arrotondate e con lame più spesse proprio per evitare di farsi male a vicenda. Perché nessuno è un nemico, siamo tutti solo semplici atleti».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Curiosità
  • 1
  • 1