Greta rifiuta 51 mila franchi e bacchetta i politici

Ambiente

L’attivista svedese non ha accettato il premio proposto dal Consiglio nordico e spiega: «Se non fate ciò che dice la scienza per ridurre le emissioni, non voglio soldi da voi»

 Greta rifiuta 51 mila franchi e bacchetta i politici
©AP Photo/Melissa Renwick

Greta rifiuta 51 mila franchi e bacchetta i politici

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L’attivista Greta Thunberg ha rifiutato un premio ambientale del valore di 500 mila corone, ossia circa 51 mila franchi. La giovane svedese ha ringraziato il Consiglio nordico (ente sovranazionale che raggruppa Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia e Islanda) parlando di «enorme onore», ma ha declinato l’offerta. In un post su Instagram Greta ha spiegato la sua decisione: «Il movimento per il clima non ha bisogno di altri premi. Ciò di cui abbiamo bisogno è che i nostri politici e le persone al potere inizino ad ascoltare la scienza di oggi, la migliore che esista. I Paesi nordici hanno una grande reputazione in tutto il mondo quando si tratta di problemi climatici e ambientali (...), ma quando si tratta delle nostre emissioni effettive e delle nostre misure ecologiche a testa - se includiamo il nostro consumo, le nostre importazioni, nonché il trasporto aereo e il trasporto marittimo - allora è tutta un’altra storia. In Svezia viviamo come se avessimo circa 4 pianeti secondo il WWF e il Global Footprint Network. E più o meno lo stesso vale per l’intera regione nordica. In Norvegia, ad esempio, il governo ha recentemente rilasciato un numero record di permessi per cercare nuovo petrolio e gas. Il campo petrolifero e di gas naturale di recente apertura, il giacimento petrolifero «Johan Sverdrup», dovrebbe produrre petrolio e gas naturale per 50 anni; petrolio e gas che genererebbero emissioni globali di CO2 pari a circa 1,3 tonnellate. La differenza tra ciò che la scienza ritiene necessario per limitare l’aumento dell’innalzamento della temperatura globale a meno di 1,5 o addirittura 2 gradi e ciò che fa la politica è gigantesca. E non ci sono ancora segni del cambiamento necessario. L’accordo di Parigi, che tutti i Paesi nordici hanno firmato, si basa sull’aspetto dell’equità, il che significa che i Paesi più ricchi devono fare da guida. Noi abitiamo nei Paesi che possono di fare di più. Eppure continuiamo a non fare praticamente nulla. Quindi, fino a quando non inizierete ad agire facendo ciò che la scienza dice, io e il movimento Friday for Future in Svezia non accetteremo il premio».

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