Il coronavirus, la forma dei lombrichi e la relazione tra PIL e baci

Curiosità

Consegnati gli Ig Nobel 2020, i premi della scienza da ridere, pescati tra pubblicazioni autorevoli - Tra i temi più insoliti, non poteva mancare una ricerca sulla pandemia

Il coronavirus, la forma dei lombrichi e la relazione tra PIL e baci
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Il coronavirus, la forma dei lombrichi e la relazione tra PIL e baci

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La pandemia di COVID-19 ha insegnato che i politici possono avere un effetto più immediato sulla vita e sulla morte di quanto non possano fare scienziati e medici: non poteva mancare una ricerca sul nuovo coronavirus fra quelle premiate con gli Ig Nobel 2020, i premi che dal 1991 vengono assegnati alla scienza da ridere, pescando tra le pubblicazioni scientifiche di riviste del tutto autorevoli temi più insoliti, stravaganti e immaginifici.

La ricerca su pandemia e potere dei politici è stata condotta fra Brasile, Gran Bretagna e Stati Uniti, compresi contributi da Turchia e Russia, ed è fra quelle che si sono aggiudicati i premi assegnati dall’evento che a partire dal 1991 è organizzato dalla rivista Annals of Improbable Research, grazie al finanziamento delle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica dell’Università di Harvard.

In una cerimonia esclusivamente online a causa della pandemia, i premi sono delle scatole da montare, su uno dei cui lati sono stampate le istruzioni per il montaggio. Tra i vincitori, curioso il contributo degli italiani, anche se quest’anno sono lontani dai trionfi ottenuti negli Ig Nobel 2019, grazie alle ricerche sulle virtù salutari della pizza. Quest’anno i ricercatori della Penisola sono stati premiati per avere contribuito a determinare sperimentalmente come cambia la forma di un lombrico quando lo si fa vibrare ad alte frequenze. Con brasiliani, polacchi americani, ricercatori italiani hanno cercato di quantificare la relazione tra la disparità nel PIL di alcuni Paesi e la quantità media di baci sulla bocca.

Insetti è il tema di quest’anno, ma l’unica ricerca davvero coerente è quella statunitense, che ha dimostrato come molti entomologi, ossia scienziati che studiano gli insetti, hanno paura dei ragni, che non sono insetti.

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