La storia di Wu Lien-teh, padre della mascherina chirurgica

medicina

Si ricorda oggi, in occasione del 142. anniversario della sua nascita, il medico malese di origini cinesi - Google lo ha celebrato con un «doodle», un’alterazione temporanea del proprio logo

La storia di Wu Lien-teh, padre della mascherina chirurgica
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La storia di Wu Lien-teh, padre della mascherina chirurgica

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Oggi è un giorno importante e a ricordarcelo è Google, che con un doodle (la modifica temporanea del proprio logo effettuata per celebrazioni speciali), porta sulle nostre pagine web la storia di Wu Lien-teh, medico malese di origini cinesi nato esattamente 142 anni fa.

A Wu Lien-teh dobbiamo molto, specialmente in questo periodo di pandemia: è sua, infatti, l’invenzione della mascherina in cotone idrofilo, l’antenata dell’odierna N95, che il medico sviluppò nel 1911 per combattere la diffusione della peste in Manciuria.

Sebbene il primo utilizzo registrato di una mascherina chirurgica sia avvenuto già nel 1897 a Parigi, Wu Lien-teh può a tutti gli effetti essere ritenuto uno dei suoi inventori. Appurato che il morbo si diffondeva via aerea, sviluppò una mascherina con diversi strati di garza e cotone che filtrassero l’aria, supervisionando personalmente la produzione di oltre 60 mila esemplari. Dobbiamo ringraziare questo pioniere della sanità, dunque, per la diffusione di uno strumento così utile ai giorni nostri.

Wu Lien-teh, tra il 1910 e il 1915. © Wikipedia
Wu Lien-teh, tra il 1910 e il 1915. © Wikipedia

Wu Lien-teh in breve

Nato il 10 marzo 1879 a Penang, città allora appartenente alle colonie britanniche in Malaysia, Wu Lien-teh aveva origini cinesi sia dal ramo paterno sia da quello materno. Nel 1896 fu ammesso all’Università di Cambridge dopo aver vinto la Queen’s Scholarship, una prestigiosa borsa di studio. Fu il primo studente di origini cinesi a frequentare questa università dove ebbe un enorme successo e fu premiato con numerose altre borse di studio. Nel 1903 fece ritorno in Malaysia e quattro anni dopo si trasferì in Cina con la sua famiglia.

Tra il 1910 e il 1911, Wu Lien-teh venne inviato in Manciuria per investigare su una malattia misteriosa che aveva ucciso il 99,9% delle persone infettate. Dopo essersi accertato che il morbo si fosse diffuso per via aerea, il medico lo eradicò tramite la realizzazione delle mascherine e l’implementazione di rigide quarantene e norme igienico-sanitarie (come la disinfezione degli edifici e la cremazione delle vittime). In seguito, Wu sedette nei comitati consultivi della Società delle Nazioni e ricevette lauree honoris causa dalla Johns Hopkins University, dall’Università di Pechino, dall’Università di Hong Kong e da quella di Tokyo. Nel 1935 divenne il primo malese ad essere nominato per il premio Nobel per la medicina.

Continuò poi a lavorare come medico fino alla morte, avvenuta il 21 gennaio 1960 a Penang, la stessa città dove nacque.

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