La Svizzera per il New York Times è meglio della Scandinavia

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Il nostro è un paese di «capitalisti felici» modello esemplare per la distribuzione equa della ricchezza - Nell’elogio si considerano pure il sistema sanitario e l’educazione

La Svizzera per il New York Times è meglio della Scandinavia
©NYT/Matt Chase

La Svizzera per il New York Times è meglio della Scandinavia

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«Dimentica la Scandinavia. La Svizzera è più ricca e ha una distribuzione della ricchezza sorprendentemente equa». Queste le parole con cui inizia l’articolo in cui il New York Times mette in luce la Svizzera, definita il paese dei «capitalisti felici» e che rappresenterebbe un modello economico esemplare.

Tutto parte dalla visione di paradiso economico, che molti intellettuali identificano nei paesi scandinavi, considerati ricchi e democratici come gli Stati Uniti, con ripartizioni della ricchezza più equa, assistenza sanitaria migliore ed educazione accessibile a tutti.

«Vi è, tuttavia, un paese molto più ricco e giusto come il trio scandinavo di Svezia, Danimarca e Norvegia. Ma nessuno ne parla», si legge sul New York Times, nell’articolo redatto da Ruchir Sharma. «Questa economia europea da 700 miliardi di dollari è tra le 20 più grandi del mondo, significativamente più grande di qualsiasi altra in Scandinavia. Offre benefici sociali completi come quelli della Scandinavia ma con tasse più leggere, governo più piccolo e un’economia più aperta e stabile. La crescita costante l’ha recentemente resa la seconda nazione più ricca del mondo, dopo il Lussemburgo, con un reddito medio di 84.000 dollari, ossia 20.000 dollari in più rispetto alla media scandinava. Il denaro non è la misura finale del successo, ma i sondaggi classificano questa nazione come una delle 10 più felici del mondo. Questa utopia meno socialista ma di maggior successo è la Svizzera».

Nell’articolo si evidenzia che in Svizzera la classe media detiene circa il 70% delle attività della nazione, ma la «grande differenza» la fa la tipica famiglia svizzera che «ha un patrimonio netto di circa 540.000 dollari, il doppio del suo pari scandinavo».

Viene inoltre preso ad esempio il sistema sanitario, preso in considerazione intorno al 2010, quando l’Obamacare fece scrivere fiumi di inchiostro. Questo «richiede a tutti i residenti di acquistare un’assicurazione da fornitori privati ​​e sovvenziona coloro che meno se lo possono permettere».

Tra i motivi per cui gli intellettuali non considerano la Svizzera come modello, per il New York Times vi sarebbe però la sua reputazione quale «paradiso fiscale, dove l’oro nazista e altre fortune illecite si nascondono dietro le rigide leggi sul segreto bancario». Segreto che, si ricorda, è stato condiviso nel 2015 sotto la pressione di autorità fiscali straniere.

«Capitalista fino in fondo, la Svizzera impone tasse più leggere a singoli, consumatori e società rispetto ai paesi scandinavi. Nel 2018 la sua aliquota massima di imposta sul reddito era la più bassa in Europa occidentale al 36 percento, ben al di sotto della media scandinava del 52 percento. La spesa pubblica ammonta a un terzo del prodotto interno lordo, la metà rispetto alla Scandinavia. E la Svizzera è più aperta agli scambi, con una quota delle esportazioni globali che è circa il doppio di quella di qualsiasi economia scandinava».

A rendere la Svizzera un «improbabile incubatore di aziende competitive a livello globale», per il quotidiano americano, sono «un governo snello e frontiere aperte»

L’elogio al paese montagnoso e senza sbocco sul mare prosegue sottolineando che i suoi abitanti «eccellono in quasi tutti i principali settori ad eccezione di quello petrolifero, e spesso rivolgono la loro attenzione a nicchie specializzate, come la biotecnologia e l’ingegneria. Il paese ospita 13 tra le prime 100 società europee, più del doppio rispetto alle tre nazioni scandinave di cui sopra. E la maggior parte delle migliori aziende svizzere fa apparire i colleghi scandinavi dei nani. Nestlé, con un valore di borsa di 320 miliardi di dollari, è 15 volte più grande del suo rivale scandinavo più vicino».

In conclusione per il New York Times la Svizzera ha trovato il giusto equilibrio tra il settore privato e lo Stato sociale e il modello svizzero dimostra che non è necessario scegliere l’uno piuttosto che l’altro.

Questo inno alla Svizzera non è stato apprezzato solo dagli Svizzeri - che hanno condiviso l’articolo a più riprese - ma anche negli Stati Uniti. Urs Hölzle, dipendente di Google della prima ora, scrive: «Business idea: SaaS = La Svizzera come servizio. Hai problemi a gestire il tuo governo o la tua economia? Chiama la Svizzera» (versione originale: «Business idea: SaaS = Switzerland as a Service. Have trouble running your government or economy? Call Switzerland»).

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