È «Stranger Things»,
ma nella realtà

Il caso

Un negozio temporaneo ispirato a una delle prime serie di successo prodotte da Netflix ha appena aperto a New York, proponendo la ricostruzione fedele degli ambienti più iconici: dal salotto di Joyce al Sottosopra, dalla sala giochi Palace al centro commerciale Starcourt

È «Stranger Things», <br />ma&nbsp;nella&nbsp;realtà
In vendita, ovviamente, non potevano mancare figurine da collezione, tazze, magliette e memorabilia

È «Stranger Things»,
ma nella realtà

In vendita, ovviamente, non potevano mancare figurine da collezione, tazze, magliette e memorabilia

Facciamo un salto nel Sottosopra, quel luogo buio e decadente in una dimensione parallela a quella nella quale viviamo. Ma per davvero. Sappiamo come funziona. Basta iniziare una partita a Dungeons & Dragons e... le luci iniziano a lampeggiare, all’improvviso la forza di gravità ci spinge verso il basso. È quanto finora si poteva sperimentare soltanto guardando una delle prime serie di successo prodotte da Netflix, «Stranger Things» (letteralmente, «le cose più strane», «cose sconosciute»). Oppure, come detto... da oggi è possibile viverle anche nella realtà. A Times Square, in pieno centro a New York, infatti, ha appena aperto un negozio temporaneo (uno dei cosiddetti «pop-up store») dedicato al popolare sceneggiato di genere horror/fantascientifico. Gli appassionati che stanno aspettando la nuova stagione (la quarta, prevista per la prossima estate), possono intanto vivere molte emozioni sulla propria pelle. Gli interni offrono ricostruzioni dettagliate degli ambienti iconici dello sceneggiato come il salotto di Joyce, il Sottosopra (appunto), la sala giochi Palace e il centro commerciale Starcourt (guarda il video allegato a quest’articolo).

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Guarda il video — È «Stranger Things», ma nella realtà

Le lampadine con le lettere dell’alfabeto disegnate sulla parete del salotto si spengono e accendono. Mentre l’ingresso riproduce la grafica della sigla introduttiva del programma che è divenuto ormai un cult. Un corridoio lungo le cui pareti corrono delle linee arancioni fa zigzagare i visitatori fino al salotto di Joyce. Mentre Kelcey Oconnell, gerente dell’attività commerciale (il cui nome completo è, appunto, «Stranger Things: The Official Store») dichiara all’agenzia Reuters che il negozio è pieno di clienti tutti i giorni, che apprezzano il suo carattere «immersivo». «Sono persone che—dice—amano la serie. E sono mosse dalla curiosità. Da un semplice ‘Andiamo. Vediamo com’è. Facciamo una foto nel salotto di Joyce o nel laboratorio russo, o in una delle altre varie scenografie proposte. E forse riesci anche ad acquistare qualcosa che ti piace davvero, davvero tanto».
Il negozio, infatti, non poteva ovviamente sottrarsi dalla classica offerta di figurine da collezione, tazze, magliette e memorabilia in vendita. «Voglio comprare tutto! Potrei dover fare una seconda ipoteca sulla casa, ma ne varrà la pena», ha detto—scherzando... oppure no?—Michael Cronin, visitatore e, a questo punto, cliente fedelissimo.
«Stranger Things» è diventato in brevissimo tempo un successo immediato per il servizio di filmati su richiesta via internet Netflix, già dal lancio della prima stagione, nel 2016. La storia, all’epoca, aveva preso il via con un demone soprannaturale chiamato Demogorgone che aveva iniziato a terrorizzare gli abitanti di Hawkins, città nell’Indiana. Ma non solo: tra gli «ingredienti» della trama c’era pure la scomparsa di un ragazzo—Will Byers, interpretato da Noah Schnapp—, una misteriosa e tormentata ragazza con superpoteri—Undici, interpretata da Millie Bobby Brown—oltre a un universo parallelo in decadenza chiamato Sottosopra. L’ambientazione e richiami culturali agli anni Ottanta hanno giocato un ruolo importante, soprattutto nei confronti del pubblico di giovani adulti, affascinato dalla nostalgia di cui quegli anni traboccano. La serie è stata accolta positivamente anche dalla critica, che ha lodato la caratterizzazione dei personaggi, il cast e l’atmosfera che omaggia il cinema di fantascienza, la musica e i riferimenti culturali di quei tempi.

In rete e sulle piattaforme sociali sono nati innumerevoli profili e pagine che celebrano ogni aspetto di quella produzione, scendendo fin nei minimi dettagli.

Nulla poteva essere lasciato al caso, neppure la data dell’apertura dell’attività commerciale: il 6 novembre, soprannominato «Stranger Things Day», quando Will Byers scomparve il 6 novembre 1983. Creata dai fratelli Duffer, Matt e Ross, la serie è stata nominata agli Emmy e ai Golden Globes e ha vinto il miglior ensemble in una serie drammatica agli degli Screen Actors Guild Awards nel 2017. «Lo adoro. Sto aspettando la quarta stagione», ha detto Xiomara Chavez, un’altra visitatrice del negozio. E infatti sono molti a pensarla come lei, fortunatamente c’è una certezza sull’attesa. La nuova stagione, infatti, uscirà su Netflix la prossima estate.

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