Nella grotta di Chauvet all’alba dell’arte nell’era glaciale

tour virtuale

È un incredibile viaggio nella «Cappella Sistina della preistoria» quello online da febbraio grazie ad un progetto didattico promosso da Google Art and Culture

Nella grotta di Chauvet all’alba dell’arte nell’era glaciale

Nella grotta di Chauvet all’alba dell’arte nell’era glaciale

Nella grotta di Chauvet all’alba dell’arte nell’era glaciale

Nella grotta di Chauvet all’alba dell’arte nell’era glaciale

Nella grotta di Chauvet all’alba dell’arte nell’era glaciale

Nella grotta di Chauvet all’alba dell’arte nell’era glaciale

Salvo gli esperti, nessun visitatore finora ci aveva mai messo piede. Dalla sua scoperta, che risale al 1994, è infatti chiusa al pubblico. Una misura necessaria per salvaguardare il ciclo di pitture rupestri che custodisce, il più antico della nostra Storia essendo risalente a 36 mila anni fa circa.

Tuttavia, dallo scorso febbraio il tesoro custodito nella grotta di Chauvet, che si trova a Vallon-Pont-d’Arc, in una zona del dipartimento dell’Ardèche così vicino alla Provenza da farla annoverare come uno dei siti Unesco francesi in terra provenzale, è visibile grazie alla realtà virtuale. Le magnifiche pitture e le incisioni rupestri di questa «Cappella sistina» della preistoria, sono state raggruppate mediante tecniche particolarmente performanti di scansione laser.

«Per fare il tour bisogna avere a disposizione un visore VR HTC Vive e Oculus Rift e utilizzare la piattaforma SteamVR», come consiglia Archeomatica, una rivista italiana dedicata alle tecnologie per il patrimonio culturale. «Indossando il visore per la realtà aumentata i visitatori - spiega il magazine on line - possono a esempio sollevare una torcia accesa verso le pareti e "toccare" uno delle pitture preistoriche a pigmenti rossi». La visita è fruibile anche attraverso un filmato a 360 ° sul canale YouTube di Google Arts & Culture, nonché sul proprio telefono in realtà aumentata dall'applicazione mobile o infine dal motore di ricerca di Google.

Occorre sapere che, per tutelare l’integrità del sito, nel 2015 a Vallon-Pont-d’Arc è stata aperta al pubblico una riproduzione perfetta della grotta di Chauvet. Una sorta di clone ricostruito con tecniche computerizzate molto sofisticate che si trova proprio di fronte all'originale, dove pareti, rocce, stalattiti e disegni rupestri della grotta sono stati riprodotti in scala 1:1.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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