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Più il borsello perso è pieno, più è probabile che venga restituito

Lo rivela lo studio internazionale dell’università di Zurigo - Il costo psicologico della disonestà spinge a rendere il portafoglio trovato

 <b>Più il borsello perso è pieno, più è probabile che venga restituito</b>
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Più il borsello perso è pieno, più è probabile che venga restituito

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Più il portafoglio che troviamo è pieno e più siamo spinti a restituirlo al suo legittimo proprietario: quella che prima era solo una teoria è ora scientificamente provata. Lo rivela uno studio scientifico condotto a livello internazionale dalle università di Zurigo, Mitchigan e Utah e riportato dall’«Independent».

Secondo gli scienziati, questo accadrebbe a causa del «costo psicologico della disonestà»: se la quantità di denaro trovata all’interno del portafoglio è elevata, le persone sono più inclini a sentirsi dei ladri, e questo comporta un costo psicologico più alto rispetto a tenersi il contenuto.

L’esperimento

Lo studio guidato dai ricercatori dell’università di Zurigo è stato condotto in 355 città di 40 stati e consisteva in «perdere» volontariamente più di 17.000 portamonete all’entrata di hotel, banche, musei, uffici postali, etc. per farli restituire a poliziotti e membri dello staff da ricercatori «travestiti» da turisti. Lo scopo era scoprire se la quantità di denaro contenuta aveva un’influenza sulla decisione di restituire il borsello al proprietario. Alcuni portafogli erano vuoti, mentre altri contenevano un’equivalente di circa 13 e 92 franchi. All’interno c’erano anche una lista della spesa e tre biglietti da visita con nomi e indirizzi falsi.

I risultati

In media, solo il 40% dei borselli vuoti è stato riconsegnato, mentre il 51% di quelli contenenti 13 franchi e il 72% di quelli contenenti 92 franchi sono tornati nelle mani dei ricercatori, ha rivelato lo studio pubblicato sulla rivista Science.

I Paesi più onesti sono stati la Svizzera, la Norvegia e l’Olanda, dove tra il 75% e l’80% dei portafogli è stato riconsegnato. In coda alla classifica vi sono Cina, Perù, Kazakistan e Kenya, con l’8-20%.

Anche se i dati variano sensibilmente tra i vari Peasi, quasi ovunque più il borsello era pieno e più veniva riconsegnato. Sembra anche che contenere una chiave abbia spinto a restituire il bottino.

Gli scienziati credono che le persone restituivano il portafoglio perché si mettevano nei panni di coloro che l’avevano perso, ma anche perché, come ci si aspettava, tenevano alla loro immagine.

Si pensa che gli esseri umani sono egoisti, ma in realtà l’immagine che uno ha di sé, e quindi l’onestà, è più importante di un guadagno monetario a corto termine, ha spiegato Alain Cohn, professore di economia dell’Università del Mitchigan e coautore dello studio.

Una contraddizione

I risultati sono in contraddizione sia con i vari modelli economici che sostengono che le persone sono più propense a tenersi i portamonete se le prospettive di guadagno sono più elevate, sia con i 300 economisti intervistati prima dell’inizio dello studio, che avevano affermato che i portafogli con meno denaro sarebbero stati restituiti più di quelli meglio forniti.

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