Raccontare la scienza? Meglio con un fumetto

In arrivo 10 volumetti gratuiti per le scuole realizzati dalla Fondazione IBSA Testi elaborati dagli esperti ma storie e sceneggiature create dagli studenti

Raccontare la scienza? Meglio con un fumetto

Raccontare la scienza? Meglio con un fumetto

È possibile parlare di argomenti scientifici, anche molto complessi, attraverso un linguaggio divertente e leggero come quello dei fumetti? «Assolutamente sì – spiega Rita Tancredi, direttore della casa editrice Carocci, specializzata in libri universitari. – Anzi, è particolarmente utile ed efficace, come dimostrano le esperienze di alcuni Paesi, a partire da Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone». La Carocci ha in catalogo una serie di volumetti (70 pagine l'uno, all'incirca), realizzati dalla Fondazione IBSA per la Ricerca Scientifica di Lugano in collaborazione con l'Istituto Pasteur Italia, che vanno proprio in questa direzione. Contengono, cioè, un testo scritto da un esperto, ma anche la «traduzione» nel linguaggio dei fumetti. Il tutto con la partecipazione dei ragazzi delle scuole medie, che hanno ideato i soggetti e le sceneggiature. Proprio per sottolineare il ruolo dei giovanissimi autori, la collana è stata intitolata «I ragazzi di Pasteur» (l'Istituto Pasteur si ispira agli insegnamenti del grande microbiologo francese e ha fra le attività principali la divulgazione scientifica, come la Fondazione IBSA). L'ultimo di questi volumetti, sul sistema nervoso, è uscito il 7 ottobre e nelle prossime settimane verrà distribuito gratuitamente alle scuole svizzere e italiane che ne faranno richiesta tramite il sito della Fondazione IBSA (www.ibsafoundation.org). «Il volume sul sistema nervoso – continua Tancredi – è il terzo di una serie che comprende anche testi e fumetti sulle cellule staminali e sull'epigenetica (ossia sul modo in cui l'ambiente intorno a noi, e intorno a ogni singola cellula, condiziona lo sviluppo del progetto contenuto nel Dna, il codice genetico). Altri cinque volumetti usciranno entro dicembre, e altri due nella prossima primavera, per un totale quindi di dieci, su temi che vanno dai vaccini al colesterolo».Tutti i volumi, dicevamo, contengono un testo scritto da uno specialista, sceneggiato (letteralmente) da una scolaresca e trasformato in una serie di tavole dai disegnatori della Scuola Romana dei Fumetti. Ma come si fa a sintetizzare nelle rapide "nuvolette" concetti astrusi come la duplicazione cellulare, il micro-RNA, o le proteine alterate? «Per riuscirci bisogna raccontare, ascoltare, dialogare a lungo con i ragazzi, che mostrano grande passione e interesse, e trovano sempre le parole giuste per spiegare le cose in modo semplice – dice Antonio Musarò, professore all'Università La Sapienza di Roma e coordinatore delle attività di divulgazione scientifica dell'Istituto Pasteur Italia, nonché membro del comitato scientifico della Fondazione IBSA. – In classe abbiamo sempre "incontrato" una grande sete di conoscenza, che ha spinto gli studenti a impegnarsi in questo progetto anche al di fuori del normale orario delle lezioni».Ogni volume è stato realizzato prendendo contatto con una diversa scuola media. I curatori (tutti docenti universitari) sono andati a parlare con i ragazzi, una o più volte, non per fare una lezione, ma per seminare idee, spunti, suggestioni. Gli studenti hanno poi elaborato queste informazioni, per farle diventare un fumetto, con l'aiuto degli insegnanti delle materie scientifiche, ma anche, a volte, di quelle letterarie. Infine, sono intervenuti i disegnatori professionisti. «Finora – aggiunge Musarò – abbiamo collaborato con istituti scolastici italiani, ma ci piacerebbe realizzare i nuovi volumi anche con le scuole ticinesi».

I disegnatori non hanno avuto difficoltà particolari a trasformare in una serie di tavole le idee dei ragazzi (a volte, in verità, un po' troppo fantasiose). «Abbiamo cercato di intervenire il meno possibile sulle trame che ci arrivavano dalle scuole (con la supervisione degli scienziati) – spiega Stefano Santarelli, direttore della Scuola Romana dei Fumetti – ma, certo, ci sono regole da rispettare, anche abbastanza rigide, se si vogliono rendere "disegnabili" le storie. Comunque sia, a parte alcuni casi limitati, gli studenti, ma anche gli insegnanti, hanno rivelato un'ottima capacità di visualizzare, dimostrando che la Scienza può diventare avventurosa, divertente, emozionante, senza più essere una rottura di scatole, se mi passate il termine...».Conferma Silvia Misiti, direttore della Fondazione IBSA: «A volte l'insegnamento delle scienze nelle scuole è noioso (e lo dico da medico-ricercatore, con due figlie...). Grazie ai fumetti, invece, stiamo riuscendo ad avvicinare i ragazzi a temi di particolare rilievo sulla salute, e questo è molto importante per noi. Anche il nostro presidente, Arturo Licenziati, è da sempre un sostenitore della scienza raccontata in modo semplice e piacevole».In Giappone i fumetti, anzi i manga, vengono utilizzati da molti anni per spiegare i grandi temi scientifici (fisica, astronomia, matematica, statistica) anche a studenti con una cultura universitaria. La rivista Le Scienze e il quotidiano La Repubblica hanno distribuito 12 di questi manga (circa 200 pagine ciascuno), tradotti in italiano, nell'autunno 2016, con un ottimo successo di vendite. E in Gran Bretagna la ricercatrice Frances Balkwill, molto nota per i suoi studi, insieme all'immunologo Alberto Mantovani, sui rapporti fra le infiammazioni e il cancro, ha pubblicato una serie di libri a fumetti, su temi medici (genetica, batteri, cellule, cervello), che sono diventati un classico, e vengono tuttora venduti in molti Paesi.«È fondamentale che i ragazzi imparino ad amare il dubbio, ad appassionarsi alla verità, a cercare le fonti del sapere – dice Antonio Musarò. – E i fumetti, anche se a qualcuno può sembrare impossibile, sono un'arma potente».

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