Riflettori puntati sul botta e risposta tra Greta e Roger

Clima

Il campione svizzero di tennis ha replicato alla giovane attivista in merito alle critiche sui suoi rapporti con il Credit Suisse

Riflettori puntati sul botta e risposta tra Greta e Roger

Riflettori puntati sul botta e risposta tra Greta e Roger

Una dozzina di attivisti svizzeri sono apparsi alla sbarra martedì dopo aver rifiutato di pagare una multa per aver giocato a tennis all’interno delle filiali della banca del Credit Suisse nel novembre 2018: un’«esibizione» destinata a sottolineare il rapporto tra Federer e l’istituto finanziario svizzero di cui è testimonial, che è anche legato all’industria del combustibile fossile. All’esterno del tribunale losannese, altri manifestanti si sono raccolti imbracciando cartelloni. Ma la protesta si è diffusa soprattutto sul web, con l’hashtag #RogerWakeUpNow (#RogerSvegliati).

Alla contestazione via social ha preso parte anche Greta Thunberg che è stata tra i quasi 700 account a ritwittare il gruppo di attivisti climatici 350.org Europa (vedi sotto). Nel posto si legge: «Dal 2016 @CreditSuisse ha fornito 57 MILIARDI di dollari a aziende in cerca di nuovi giacimenti di combustibili fossili - qualcosa di assolutamente incompatibile con #ClimateAction. @RogerFederer approvi questo? #RogerWakeUpNow».

Federer, che è a Melbourne in preparazione per gli Australian Open, ha risposto questo fine settimana con una dichiarazione ma senza riferirsi direttamente al suo rapporto con Credit Suisse. «Prendo molto sul serio gli impatti e la minaccia dei cambiamenti climatici, in particolare quando io e la mia famiglia arriviamo in Australia tra le devastazioni causate dagli incendi boschivi», ha letto la dichiarazione di Federer, inviata a Reuters.

«In quanto padre di quattro bambini piccoli e fervente sostenitore dell’educazione universale, nutro grande rispetto e ammirazione per il movimento per il clima giovanile e sono grato ai giovani attivisti climatici per aver spinto tutti noi ad esaminare i nostri comportamenti e a trovare soluzioni innovative. (...) Apprezzo i richiami alla mia responsabilità come privato, come atleta e come imprenditore, e mi impegno a utilizzare questa posizione privilegiata per dialogare su questioni importanti con i miei sponsor».

I due personaggi sono infine diventati protagonisti di una simpatica illustrazione apparsa oggi sulla prima pagina del domenicale svizzerotedesco SonntagsZeitung che ripercorre la faccenda.

Il processo a Losanna

Martedì scorso, come anticipato all’inizio, si è aperto a Losanna un processo nei confronti di dodici attivisti per il clima, chiamati alla sbarra per un’azione condotta nel novembre 2018 nei locali di Credit Suisse del capoluogo vodese quando, vestiti da tennisti, hanno denunciato «l’ipocrisia di una banca che utilizza l’immagine positiva di Roger Federer nelle sue campagne, perseguendo al tempo stesso una politica di investimenti dannosi per l’ambiente», come per esempio nel controverso oleodotto nello Stato del Sud Dakota, negli Stati Uniti. Alla fine di dicembre 2018 Credit Suisse ha sporto denuncia. Nella primavera del 2019, i dodici sono stati condannati tramite decreto d’accusa a 30 aliquote giornaliere sospese per due anni e a multe dai 400 ai 600 franchi ciascuno per violazione di domicilio e resistenza agli ordini della polizia. Gli attivisti hanno impugnato la decisione e per questo motivo si tiene ora il processo. La sentenza è attesa per domani.

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