Salvini e la fine della passione per la Nutella: «Usa nocciole turche»

la polemica

Il leader della Lega contro la crema della Ferrero: «Preferisco aiutare le aziende che usano prodotti italiani»

Salvini e la fine della passione per la Nutella: «Usa nocciole turche»

Salvini e la fine della passione per la Nutella: «Usa nocciole turche»

Una nuova polemica vede protagonista il leader della Lega Matteo Salvini che questa volta si scagli contro la Nutella. Durante un comizio tenuto a Ravenna giovedì sera, l’ex ministro dell’Interno italiano ha risposto così al pubblico che gli chiedeva se avesse freddo: «No signora, non ho freddo... sto bene. Poi mangio pane e salame e due sardine e sto ancora meglio». A chi gli suggeriva di mangiare la Nutella, Salvini ha replicato: «La Nutella? Ma lo sa signora che ho cambiato? Perché ho scoperto che per la Nutella usa nocciole turche, e io preferisco aiutare le aziende che usano prodotti italiani, preferisco mangiare italiano, aiutare gli agricoltori italiani».

Cambio di rotta, dunque, per il capo della Lega, che in passato aveva più volte manifestato la sua passione per la Nutella. A Santo Stefano, lo scorso anno, il leghista aveva postato una foto sui social che lo ritraeva fare colazione proprio con pane e Nutella.

Il caso delle nocciole
Della provenienza delle nocciole si era occupata una inchiesta della BBC, secondo cui «all’incirca i tre quarti delle nocciole mondiali arrivano dalla Turchia, e il più grande acquirente al mondo è Ferrero». Ferrero, in realtà, è anche il più grande utilizzatore di nocciole italiane della Penisola. Il quantitativo a disposizione, tuttavia, non è sufficiente. Da qui la necessità di far capo anche alle nocciole «estere» per coprire la produzione del prodotto in tutto il mondo.

Alle accuse della BBC, che puntava il dito contro le condizioni in cui viene impiegata la manodopera estera per la raccolta delle nocciole, Ferrero ha replicato: «Se siamo certi che un prodotto è frutto di pratiche non etiche, non lo tocchiamo. Stiamo cercando di fare il massimo sforzo per migliorare le pratiche con lo sviluppo di programmi di educazione e formazione. Il sistema è completamente pulito? Penso che nessuno potrebbe dirlo, ora. Ma abbiamo gli strumenti per monitorare la produzione dei nostri fornitori. E siamo sempre onesti nelle comunicazioni con i consumatori».

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