Un graffito di Saype
che soffia e crea nubi

L’idea

L’artista francese Guillame Legros ha realizzato una gigantografia sulla cima del Moléson, a 2.000 metri di quota nel canton Friburgo, usando vernice biodegradabile — L’opera, che vuole ispirare leggerezza, raffigura un bimbo che invece di bolle di sapone crea nuvole

Un graffito di Saype <br />che soffia e crea nubi
Un graffito gigante a 2.000 metri sopra il livello del mare, realizzato con vernice biodegradabile

Un graffito di Saype
che soffia e crea nubi

Un graffito gigante a 2.000 metri sopra il livello del mare, realizzato con vernice biodegradabile

«Avete presente quei barattoli che avevamo da piccoli per creare bolle di sapone?». Con aria misteriosa ma sorridente si presenta così l’artista francese Saype, all’anagrafe Guillame Legros, sulla cima del Moléson, nel canton Friburgo. Siamo a 2.000 metri sopra il livello del mare e ha appena finito gli ultimi ritocchi alla sua nuova, gigantesca opera: «Ecco, a questo ragazzino, quando soffia, gli escono delle nuvole, invece delle classiche ed effimere sferette colorate che galleggiano nell’aria». Saype si deterge qualche goccia di sudore dalla fronte, nonostante l’aria sia comunque fresca. «L’idea—prosegue—è di risollevare il morale delle persone, cercando di aiutarle nel riconquistare la meraviglia infantile scatenata dal passaggio delle nuvole. Scrutare le forme, attribuire loro un significato... è un tema che mi ha sempre affascinato» (guarda il video allegato a quest’articolo con l’intervista a Saype).

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Guarda il video—Una nuova, gigantesca opera di Saype

Questo lavoro è stato realizzato usando vernice biodegradabile. «L’idea è che il mio lavoro interagisca con l’ambiente. Io mi nutro dell’ambiente, come pure la mia creazione. Entrambi sono presenti. Devo creare una vera e propria sinergia tra il lavoro, lo spazio che lo circonda e l’estetica del luogo», dice l’artista, che aggiunge: «Questo posto è noto per avere molte nuvole. Così l’ho sfruttato per quest’opera e l’ho collegato alle nuvole, all’infanzia e anche alle notizie d’attualità, che era poi lo scopo finale di quel che volevo realizzare. Penso che viviamo in un mondo che induca ansia e abbiamo bisogno di un po’ di leggerezza. Le nuvole sono il simbolo di sogni e immaginazione. Infatti, quando eravamo bambini, ci piaceva abbinare e descrivere le loro forme come se fossero oggetti o creature reali. Credo che in questo particolare momento storico sia necessario riscoprire il valore di una pausa, di un momento in cui dobbiamo respirare e anche immaginare il mondo di domani, con una certa leggerezza, come se fosse un sogno ad occhi aperti».

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