Un milione e oltre per Michael Casanova

Social network

Il volto e la voce di TeleTicino e Radio 3i sta spopolando su TikTok: «Ma non farò mai l’influencer»

Un milione e oltre per Michael Casanova
© CdT/Archivio

Un milione e oltre per Michael Casanova

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Ha superato il milione. Parliamo di seguaci o, se preferite, followers. Sì, Michael Casanova sta spopolando su TikTok. Il noto (e discusso) social network cinese che permette di pubblicare video e, soprattutto, di aggiungere effetti curiosi e divertenti. Ex portiere di Locarno e Lugano, volto e voce di TeleTicino e Radio 3i, al grido «bella gianda» Casanova è diventato un piccolo, grande fenomeno del web. Celebri, oramai, le sue sfide. Ad esempio: si possono ricavare più cucchiaini da un tubetto o da un barattolo di maionese? E via con la prova. «La forza di TikTok è questa: non bisogna avere determinate caratteristiche per avere successo» afferma al riguardo Casanova. «Bastano costanza, creatività. Ma, appunto, non è necessario avere un ruolo già definito nel mondo reale o, ancora, una certa popolarità. È la differenza più marcata rispetto a Facebook e Instagram. L’algoritmo di quei social premia infatti le celebrità. Su TikTok, invece, anche la Pina di Montagnola mettendo assieme un po’ di idee ben organizzate può arrivare ad avere milioni di followers».

Eppure, Casanova è un volto conosciuto a livello ticinese. «Ma – ribadisce – a TikTok non importa. Almeno, non credo abbia influito. Parliamo di pubblici differenti. Questo è il social dei giovani e dei giovanissimi, difficili da raggiungere se parliamo di media tradizionali. Prima dello scorso marzo, quando ho iniziato, nessun ragazzino mi fermava per strada. L’altro giorno, invece, è scesa una scolaresca da un bus e sono dovuto scappare in auto. Erano una trentina e volevano tutti una foto con me (ride, ndr)».

E la privacy?

Tutto molto bello. Ma cosa chiede, in cambio, TikTok? O meglio: il discorso privacy non rischia di creare problemi a Casanova? «Mi rifaccio al documentario, straordinario, The Social Dilemma. Ricordo, fra le altre cose, il personaggio che ha inventato il tasto mi piace. Ma in generale si parla di come Internet, nel suo insieme, sia una sorta di continuo spionaggio e studio minuzioso dei nostri comportamenti. Perciò non rispondo in merito a TikTok. So bene che c’è stata una lunga diatriba riguardo alla privacy e conosco il contenzioso con gli Stati Uniti. Ma se avessi paura di violazioni in questo senso, allora non aprirei nemmeno un motore di ricerca. Perché anche in quel caso cedo qualcosa di me. Sicuramente, TikTok ha attirato i riflettori perché è popolato da giovani. Come ogni social all’inizio, d’altronde. Non a caso, dalla scorsa settimana sono cambiate le impostazioni per gli under 16: i loro profili, adesso, saranno automaticamente privati e visibili solo ai followers».

Un amore nato per caso

L’amore di Casanova per TikTok, diciamo, è nato quasi per caso. «Ho sempre amato i social, sono un tipo curioso e già all’Università ero legato a queste tematiche. Ho iniziato a postare su TikTok a mo’ di sfida, diciamo pure per deformazione professionale. Volevo, banalmente, vedere come funzionava. Mi parlavano della visibilità che garantisce e, in fondo, è quella la nuova moneta: l’attenzione degli altri. Anche i media tradizionale la cercano. Mi sono detto, ma davvero TikTok è così generoso in questi termini? Ho osservato, appunto, prima di cominciare. Per sei mesi non ho creato contenuti. All’inizio, ammetto, ho faticato a capire la mentalità di questo social. Perché è un modo completamente diverso di creare e intrattenere». E se Michael, dall’oggi al domani, diventasse influencer per professione non solo per passione? «No, per carità» risponde. «Semmai, i social li uso per rinforzare la mia vera attività. E chissà, forse grazie ai miei post avvicino qualche giovane alla televisione o alla radio. Uso i social da diversi anni oramai, ho fatto anche le mie scivolate e, proprio per questo, credo siano un mondo per certi versi pericoloso. Le dinamiche che ti portano ad avere un discreto successo, dall’oggi al domani, potrebbero cambiare. Per dire: e se uno venisse censurato o cancellato? Davvero, per quanto divertente quello dei social è un mondo troppo fragile, labile».

Un linguaggio differente

Una cosa, ad ogni modo, appare chiara. Su TikTok Casanova può permettersi un linguaggio e una comicità differenti. «Su Facebook e Instagram dinamiche e pubblici sono differenti. Magari quei followers non capirebbero cosa faccio su TikTok. Qui, per contro, l’ecosistema giustifica certe stramberie. Ma attenzione: non si può dire o fare tutto. Parliamo di un social molto più stringente e controllato rispetto agli altri». TikTok, a detta di Michael, «è il futuro». E ancora: «Anche la comunità ticinese si sta allargando. Ma è normale. Sta succedendo un po’ quello che era successo con Facebook, che si era svuotato perché tutti si erano trasferiti su Instagram. Credo, ma potrei sbagliarmi, che TikTok sarà il social di riferimento per i prossimi dieci anni. Anche aziende, club sportivi, grossi marchi stanno arrivando su TikTok. Una società come il Football Club Lugano, ad esempio, la vedrei bene in un contesto del genere: arriverebbe ai giovani più facilmente».

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