Una colorita opera d'arte fa discutere a Palermo

Una luminaria esposta per la Biennale nomade europea riporta senza troppi giri di parole l'espressione dialettale "Minchia"

Una colorita opera d'arte fa discutere a Palermo

Una colorita opera d'arte fa discutere a Palermo

PALERMO - Un'opera d'arte quantomeno discutibile sta facendo parecchio discutere in queste ore. Una luminaria installata in via Alloro, a Palermo, in occasione della Biennale nomade europea in corso nel capoluogo siciliano, riporta infatti senza troppi giri di parole, la colorita espressione dialettale "Minchia".

Manco a dirlo in poco tempo è arrivata la reazione da parte di una politica locale. La consigliera comunale Sabrina Figuccia ha infatti gridato allo scandalo: "Come se non fosse bastata l'installazione "artistica" dell'amplesso di un tizio con un albero (si riferisce a un video "artistico" proiettato nel corso della stessa manifestazione, ndr.), arriva anche questa bella novità che, probabilmente, rispecchia la visione contorta di qualche 'artista' foraggiato da fondi pubblici».

La stessa consigliera comunale ha poi fatto sapere tramite Facebook di aver proceduto "con una richiesta di accesso agli atti" per "sapere con urgenza quanto è stata pagata questa installazione e chi eventualmente ha sostenuto i costi...". 

"È un inno al sacro"La contestata opera d'arte è stata presentata come un'installazione dell'artista Fabrizio Cicero. "Quella che può sembrare un'operazione dissacrante e ingenuamente di rottura – ha spiegato Cicero ai media locali citati dal Corriere della Sera - è invece un piccolo, modesto inno al sacro. Scrivere una parolaccia in cielo oppure riappropriarsi del senso più antico del sacro attraverso un'arte, tra le più recenti, fin dalle origini associata alle celebrazioni religiose: il 'lumen' simbolo di vita e di tensione verso la dimora celeste".

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