Una maratona in ogni Paese del mondo

Intervista al giovane atleta che vuole raggiungere un nuovo primato combattendo il cancro alla prostata - Domani la tappa Svizzera

Una maratona in ogni Paese del mondo
Un selfie durante la maratona corsa in febbraio in Nicaragua.

Una maratona in ogni Paese del mondo

Un selfie durante la maratona corsa in febbraio in Nicaragua.

ZURIGO - Una maratona (42,195 chilometri) in ogni Paese del Pianeta in 692 giorni: è il primato mondiale che l'inglese Nick Butter, 29 anni e una passione per la corsa (termina una maratona in poco meno di tre ore), ha intenzione di raggiungere. E non è tutto: nel contempo l'ex project manager di Bristol vuole raccogliere almeno 250.000 sterline (circa 374.000 franchi) da donare a chi lotta contro il tumore alla prostata. Finora, dice, ne ha raccolti circa 37.000. Questa sfida con sé stesso e con il cancro è iniziata a gennaio di quest'anno nel nome di un'amicizia: quella che lega Nick a Kevin, atleta conosciuto durante la Marathon des Sables (una corsa di 240 km nel deserto del Sahara), allora già ammalato terminale di tumore. Domani Nick correrà la tappa svizzera a Zurigo (inizialmente doveva essere a Buchs, nel canton San Gallo): la 85esima di 196 maratone. Fino a fine anno il suo viaggio lo porterà in altre 15 nazioni, fra cui il Liechtenstein, la Danimarca, la Russia e la Romania. Lo abbiamo intervistato.

Nick, hai dedicato questa avventura a Kevin, il tuo amico malato di cancro. Puoi raccontarci di più della vostra relazione e di come è iniziata questa tua avventura?Ci siamo conosciuti nel deserto. Questo uomo straordinario non solo era uno dei più ottimisti e felici che io abbia mai conosciuto, ma ha anche avuto un impatto enorme su di me e il modo in cui ora vivo la mia vita. Ammalato di tumore alla prostata, ha solo due anni da vivere. Questo viaggio è per lui. Spero di tornare a casa avendo raccolto oltre 250.000 sterline da donare a Prostate Cancer UK (un'organizzazione caritatevole britannica a favore della ricerca contro il cancro alla prostata, n.d.r.). Voglio aiutare a sensibilizzare gli uomini sull'importanza di farsi controllare.

Come stai raccogliendo i soldi da donare?Tramite donazioni spontanee via Internet.

Stai viaggiando moltissimo, con un soggiorno medio per nazione di due-tre giorni massimo e una maratona ogni secondo giorno. Come dobbiamo immaginarci la tua vita in questo momento?Correre per me non è più un evento speciale. Farlo ogni secondo giorno ti dà la possibilità di integrare questa attività nel resto di tutte le altre della vita. Quando corro lo faccio godendomela. Poi torno alla struttura dove sono basato (un hotel o da persone, anche estranee, che mettono a disposizione un letto o una camera, n.d.r.), cerco di far asciugare i miei vestiti, mi faccio una doccia, mi massaggio le gambe o le metto in acqua ghiacciata e ricarico i miei orologi. Ne ho due in caso uno smetta di registrare la distanza che sto percorrendo mentre corro.

Stai per affrontare la tua maratona Svizzera. Cosa ti aspetti da questa?In Svizzera starò da amici a Zurigo. Non so mai cosa incontrerò durante le maratone. So che ognuna comprende le sue sfide e i suoi paesaggi.

Come scrivi sul tuo sito, questo tuo viaggio deve servire anche a scoprire luoghi e persone da tutto il mondo. Di questi primi 83 Paesi quali sono stati i momenti più memorabili?Ho visto un vulcano eruttare mentre correvo. Ma ho anche corso assieme a persone di grande ispirazione. Come Alem, un atleta paralimpico del Ghana. Una persona estremamente forte, fisicamente e mentalmente.

E tu come stai al momento fisicamente e mentalmente?Di solito quando competo corro oltre 100 miglia (circa 161 chilometri) e mi sono allenato duramente per quello che sto facendo. Inoltre nella mia vita ho corso oltre 350 maratone. Il mio corpo conosce ciò che sto facendo. Ma detto questo, a volte mi sento assonnato e indebolito. Ho qualche fastidio e dolore. Ma nel complesso sto bene. "Se fa male continua": è il motto che sai che devi seguire quando affronti una sfida del genere. Quando ho qualche giorno di riposo mi faccio massaggiare e seguo della fisioterapia. Ho anche perso molto peso. Quasi 10 chili, ma in realtà non me lo potrei permettere: noto che sono più asciutto in viso, le mie cosce si sono allargate, mentre la parte superiore del corpo, braccia incluse, è sempre più magra. Vorrei poter mangiare di più.

Viaggiando in ogni Paese del mondo dovrai affrontare anche rischi e pericoli. Quali sono le tue paure più grandi?Ci sono una dozzina di Paesi segnalati come "ad alto rischio". Ad esempio per tensioni politiche, per il rischio di venire rapiti o perché gli occidentali sono generalmente visti di male... Si tratta di nazioni come l'Afghanistan, l'Iraq, la Somalia, il Venezuela, la Siria o altre aree per le quali è necessaria una preparazione e un'attenzione particolari.

Inizialmente avevi comunicato di voler compiere il tuo record in 550 giorni. Ora hai prolungato la data di "arrivo" a 692 giorni. Come mai?L'intero viaggio comprende 13 fasi. Le ultime tre erano troppo intense: abbiamo deciso (il suo team comprende quattro assistenti che organizzano alloggio e viaggi da una tappa all'altra, e si occupano della comunicazione, n.d.r.) di concedermi qualche giorno in più in ogni nazione. Così facendo potrò riposare meglio quando il mio corpo più lo richiederà e dedicarmi meglio alla comunicazione attorno alla raccolta dei fondi. La data di conclusione del mio viaggio è l'11 novembre 2019.

Come stai finanziando questo lungo viaggio?Nel complesso il viaggio costerà attorno alle 200.000 sterline (circa 300.000 franchi, n.d.r.). Che in realtà per me sono circa 199.999 sterline di troppo. Finora i soldi sono arrivati da tante fonti diverse. Piccoli aiuti da tante persone e aziende diverse. Ringrazio tutti i sostenitori che credono in questo progetto.

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