Accordo quadro: l’industria farmaceutica chiede al Consiglio Federale di agire

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Il settore vuole che si pongano rapidamente basi stabili e giuridicamente sicure alle relazioni tra Svizzera e UE

Accordo quadro: l’industria farmaceutica chiede al Consiglio Federale di agire
©CdT/Chiara Zocchetti

Accordo quadro: l’industria farmaceutica chiede al Consiglio Federale di agire

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Dopo il fallimento dei negoziati per un accordo quadro istituzionale, l’industria farmaceutica svizzera chiede al Consiglio federale di porre rapidamente le relazioni della Svizzera con l’UE su una base stabile e giuridicamente sicura.

La rottura dei negoziati su un accordo quadro è un duro colpo per la Svizzera come sede farmaceutica e di ricerca, scrive l’associazione industriale Interpharma in una lettera aperta al Consiglio federale, pubblicata oggi dalla «Neue Zürcher Zeitung».

Condizioni sicure negli scambi tra la Svizzera e i suoi più importanti partner commerciali sono della massima importanza per le aziende farmaceutiche. L’industria elvetica del ramo esporta il 46% dei suoi prodotti nell’UE, con un volume di 125 milioni di franchi al giorno.

Le cifre mostrano che la competitività e la forza della piazza svizzera di farmaceutica e di ricerca sono decisamente legate alla partecipazione al mercato interno dell’UE, scrive Interpharma in una lettera aperta pubblicata anche sul proprio sito.

L’economia elvetica nel suo insieme beneficia dell’alto livello di competitività della sua industria farmaceutica, che dà lavoro direttamente e indirettamente 254’000 persone in Svizzera e genera il 9,2% del prodotto interno lordo.

L’organizzazione mantello dell’industria farmaceutica chiede quindi al Consiglio federale di porre rapidamente le relazioni tra Berna e Bruxelles su una base stabile e giuridicamente sicura e di impedire così l’erosione della via bilaterale.

Ora occorrono rapide garanzie in tre aree: la partecipazione paritaria al mercato interno dell’UE, l’accesso a una forza lavoro altamente qualificata e l’assicurazione di una stretta cooperazione nella ricerca, scrive Interpharma. La Svizzera non deve essere declassata allo status di paese terzo nei prestigiosi e ben finanziati programmi di ricerca dell’UE. Deve continuare a potervi partecipare in modo pienamente associato.

La confederazione deve continuare a rafforzare la sua posizione come sede farmaceutica e di ricerca con una strategia oculata. Ciò significa che il Consiglio federale deve introdurre rapidamente delle riforme per garantire condizioni quadro eccellenti nel confronto internazionale. In particolare, tra le altre cose, bisogna facilitare l’accesso ad altri mercati di esportazione attraverso nuovi accordi di libero scambio, rendere più flessibile la regolamentazione dei paesi terzi per i lavoratori qualificati e garantire che la doppia imposizione sia evitata.

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