Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»

bellinzona

All’Assemblea della Camera di commercio sottolineati i rischi di un secondo lockdown per l’economia - I soci hanno votato all’unanimità Andrea Gehri come successore di Glauco Martinetti alla presidenza dell’associazione

 Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»
Da sinistra Andrea Gheri, nuovo presidente, e Glauco Martinetti, presidente uscente © CdT/ Chiara Zocchetti

Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»

Da sinistra Andrea Gheri, nuovo presidente, e Glauco Martinetti, presidente uscente © CdT/ Chiara Zocchetti

 Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»
Valentin Vogt, presidente Unione Svizzera degli imprenditori © CdT/ Chiara Zocchetti

Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»

Valentin Vogt, presidente Unione Svizzera degli imprenditori © CdT/ Chiara Zocchetti

 Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»
Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio © CdT/ Chiara Zocchetti

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Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio © CdT/ Chiara Zocchetti

 Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»
Glauco Martinetti, presidente uscente © CdT/ Chiara Zocchetti

Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»

Glauco Martinetti, presidente uscente © CdT/ Chiara Zocchetti

 Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»
Andrea Gheri, nuovo presidente © CdT/ Chiara Zocchetti

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Andrea Gheri, nuovo presidente © CdT/ Chiara Zocchetti

 Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»
Andrea Gheri e Glauco Martinetti. © CdT/ Chiara Zocchetti

Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»

Andrea Gheri e Glauco Martinetti. © CdT/ Chiara Zocchetti

 Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»
Glauco Martinettie e Andrea Gheri. © CdT/ Chiara Zocchetti

Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»

Glauco Martinettie e Andrea Gheri. © CdT/ Chiara Zocchetti

 Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»
© CdT/ Chiara Zocchetti

Aziende: «Ora è essenziale poter continuare a lavorare»

© CdT/ Chiara Zocchetti

Il mondo imprenditoriale ticinese non si ferma ed è determinato a continuare le attività nonostante le difficoltà del momento storico. Pur senza sotto stimare in alcun modo il coronavirus, una seconda chiusura di tutte le attività è infatti assolutamente da evitare. Questo in sintesi il messaggio emerso dalla 103. Assemblea generale della Camera di Commercio (Cc-Ti) di questa sera. Un messaggio evidente anche nella forma dell’evento, ridotta ma in presenza, anche a causa di un importante cambio ai vertici della Cc-Ti. L’edizione di quest’anno infatti ha sancito il cambio di presidenza, che a partire dal 1. gennaio 2021 passerà da Glauco Martinetti ad Andrea Gehri. I 200 invitati (anziché i 400-500 delle scorse edizioni) sono stati ospitati all’Espocentro di Bellinzona, in rigorosa sicurezza. Glauco Martinetti da gennaio assumerà il ruolo di direttore dell’EOC e lascia la Camera dopo cinque anni di mandato, «un periodo intenso e molto arricchente sul piano umano e professionale», come lui stesso lo ha definito. Martinetti ha avuto parole calde per l’economia ticinese. «Viviamo in un momento storico particolare ricco di sfide. E badate, non sto pensando al virus». Infatti già ora, e a maggior ragione nei prossimi anni, temi come la quarta rivoluzione industriale, l’economia circolare, l’intelligenza artificiale, il co-working, avranno un forte impatto sia sui modelli di business aziendali, sia sulla società. Oggi si parla molto di sostenibilità: «ma la sostenibilità è economica, ambientale e sociale - ha ricordato Martinetti -. Purtroppo tendiamo a dimenticarcene stigmatizzando quella economica perché politicamente meno attrattiva. Ci dimentichiamo che sui temi come responsabilità sociale e digitalizzazione le nostre aziende sono sul pezzo. Ci ostiniamo a parlare di economia ticinese debole, mentre è molto più forte di vent’anni fa, anche se resta fragile a causa della volatilità generale». La Camera in questi anni si è imposta come interlocutore valido ed equilibrato, cercando il dialogo costante con le singole categorie di imprese e con le istituzioni, ha pure sottolineato. «Anche a fronte della pandemia abbiamo tutti gli strumenti e la potenzialità per superare il momento, ma solo stando uniti e non considerando l’economia come un nemico da abbattere».

Gli appelli alla politica

Sulle sfide imminenti si è concentrato pure Andrea Gehri, eletto all’unanimità dai soci come successore di Martinetti. Luganese, da oltre trent’anni dirige l’azienda di famiglia Gehri Rivestimenti SA, attiva nel settore secondario della costruzione. «Sono onorato. Le PMI sono la spina dorsale dell’economia e come loro rappresentante sono fortemente motivato a dare il mio contributo alla Camera», ha spiegato. Il Ticino ha infatti migliaia di aziende che ogni giorno vivono e lottano per la sopravvivenza, per la crescita e per offrire posti di lavoro. «Ma la politica deve rendersi conto che per uscire indenni da questo periodo e dalle sfide che ci aspettano ci vogliono chiare premesse. Ci vuole meno burocrazia e maggior responsabilità sociale». In tema di fiscalità «essere al 23. posto nella classifica di attrattività fa spaventare. Il settore pubblico permettere alle aziende di crescere in modo virtuoso con condizioni quadro favorevoli». Gli appelli alla politica sono stati raccolti dal consigliere di Stato Christian Vitta, che ha ricordato gli aiuti COVID per le aziende e il ruolo fondamentale giocato dalla Cc-Ti, e di tutti gli imprenditori, durante la fase acuta della crisi. «Purtroppo i prossimi mesi restano incerti. La curva dei contagi comporterà l’introduzione di nuove misure preventive. Ma il Governo un secondo lockdown non lo vuole: dobbiamo impegnarci tutti per evitare altre dolorose finestre di crisi». Guardando in avanti, ha aggiunto Vitta, «bisogna concentrarsi sulle giuste aree in cui investire, come digitalizzazione, innovazione, sostenibilità. Sarebbe pure auspicabile che il Ticino continui a superare le sue divisioni per mettere le giuste basi per il rilancio. Ne saranno il motore gli imprenditori, assieme alle istituzioni e alla società civile».

Pregi da riconoscere

Non solo bisogna evitare un lockdown generalizzato, la Cc-Ti nei giorni scorsi ha anche invitato le autorità a ripensare il sistema delle quarantene. «Spesso non è proporzionale - ha sottolineato il direttore della Camera Luca Albertoni - e così si aggravano ulteriormente i pesi per l’economia. Ben vengano piuttosto le mascherine se ci aiutano a limitare il meno possibile le attività». Albertoni ha pure voluto dare una nota di incoraggiamento al tessuto economico. «In Ticino abbiamo l’abitudine di non valorizzare le nostre qualità. Eppure non mancano: ad esempio Moody’s ha dato un rating Aa2 al cantone, in percentuale i crediti COVID in Ticino sono molto bassi, segno che le aziende sono solide con un alto grado di autofinanziamento; abbiamo 9 strumenti di aiuti alle start-up, né mancano le iniziative per sostenere le aziende. Dovremmo essere ambasciatori del nostro territorio fuori cantone, perché non abbiamo nulla da invidiare agli altri».

E infine, parole di incoraggiamento sono giunte anche da Valentin Vogt, presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori, di cui la Cc-Ti fa parte. «La rappresentanza del Ticino è molto importante, anche perché spesso è una regione che a livello economico e sociale si trova ad affrontare prima di altre temi che poi arrivano a Berna. Come la pandemia. Continuiamo perciò a seguire il motto distanti ma vicini per affrontare insieme i prossimi mesi», ha concluso.

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