BCE: marcia scalata per gli aiuti pandemici

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La Banca centrale europea frena il ritmo dell’acquisto di obbligazioni nell’ambito del programma PEPP - Lagarde: «Crescita superiore alle aspettative ma l’inflazione è temporanea, il lavoro non è finito»

BCE: marcia scalata per gli aiuti pandemici
©keystone

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Una modesta riduzione nel ritmo di acquisti titoli effettuati nell’ambito del PEPP (il pandemic emergency purchase programm), una politica monetaria che resta ampiamente accomodante e il rinvio al 16 dicembre per rifare il punto della situazione e preparare la vita degli acquisti di asset tramite gli strumenti tradizionali.

È questo in sintesi quanto emerso dal Consiglio direttivo di ieri della banca centrale europea, guidata da Christine Lagarde. «Stiamo registrando dei miglioramenti su molti fronti - ha precisato Lagarde -. La ripresa economica dell’Eurozona anche nel secondo trimestre si è rivelata essere sopra le aspettative. Già per la fine di quest’anno ci aspettiamo di raggiungere i livelli pre-pandemia. Le condizioni di finanziamento per le imprese e i privati sono favorevoli e sono fiduciosa che lo saranno anche con i nuovi ritmi. I consumi stanno aumentando, il settore manifatturiero è rimbalzato, ci sono segni di miglioramento anche per quanto riguarda il mercato del lavoro e la disoccupazione». Per il 2021 ora la BCE si aspetta una crescita del 5% (rispetto al 4,6% ipotizzato a giugno, mentre l’anno prossimo l’economia dovrebbe avanzare del 4,6%.

Il carovita

Per quanto riguarda invece l’inflazione, «essa è di natura temporanea e spinta in gran parte da effetti temporanei, come i prezzi dell’energia schizzati in alto, il ritorno delle aliquote IVA standard in Germania e le strozzature nelle catene degli approvvigionamenti mondiali. Strozzature che tra l’altro, se si protrarranno oltre il previsto, potrebbero causare un rallentamento nella ripresa congiunturale». In agosto i prezzi al consumo dell’eurozona sono saliti del 3% rispetto ad agosto 2020 - il livello più alto in quasi dieci anni. Secondo l’ultima stima della banca centrale, il carovita sarà probabilmente del 2,2% quest’anno (previsione di giugno: 1,9%). Per il 2022, i guardiani monetari si aspettano un aumento annuale dei prezzi dell’1,7% e per il 2023 dell’1,5%, ben al di sotto del target di medio termine del 2%.

Ecco perchè la banca centrale aspetta a cambiare rotta e si mantiene prudente nell’esplicitare quali segnali porteranno alla fine delle politiche monetarie eccezionalmente espansive. In particolare il consiglio direttivo non intende aumentare nuovamente i tassi d’interesse finché non vedrà il suo obiettivo d’inflazione durevolmente raggiunto. «Stiamo uscendo dalla foresta ma non ci siamo ancora - ha precisato Lagarde rispondendo all domanda di un giornalista -. Molte cose potrebbero rallentare l’economia, dall’evoluzione della pandemia alle problematiche delle supply chain. Nel caso in cui l’economia continui a migliorare, raggiungendo i dicembre i livelli di PIL prepandemici, saremmo comunque ancora lontani dall’avere un trend».

Dunque, gli acquisti di titoli nell’ambito del PEPP saranno «moderatamente ridotti» nel quarto trimestre dell’anno in corso, senza specificare di quanto. Più recentemente, la BCE ha comprato circa 80 miliardi di euro al mese di obbligazioni emesse da stati e aziende (il PEPP ha un volume totale di 1,85 trilioni di euro). L’Eurotower ha ribadito che continuerà gli acquisti almeno fino alla fine di marzo 2022 per sostenere la ripresa. Inoltre la fine dei bassi tassi d’interesse nella zona euro non è in vista: al momento il tasso d’interesse chiave nella zona euro resta al minimo record dello zero. Le banche commerciali da parte loro continuano a dover pagare lo 0,5% di interesse quando parcheggiano il denaro alla banca centrale. «Il mercato sta prezzando il primo rialzo da 10 punti base per dicembre 2023, ben dopo la Fed o la Bank of England - nota Konstantin Veil, portfolio manager della Pimco -. Ciò che conta per la politica monetaria è l’ammontare totale degli acquisti di asset. A dicembre probabilmente si darà via al termine del PEPP. Per contro ci aspettiamo che verrà intensificato l’APP, il programma tradizionale di acquisti bond».

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