BNS, dal presidente un «no» a maggiori distribuzioni dell’utile

politica monetaria

Secondo Thomas Jordan, il nuovo accordo in materia concluso all’inizio dell’anno costituisce una «soluzione equilibrata»

BNS, dal presidente un «no» a maggiori distribuzioni dell’utile
© CdT/Gabriele Putzu

BNS, dal presidente un «no» a maggiori distribuzioni dell’utile

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Il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan respinge le richieste di maggiori distribuzioni dell’utile da parte dell’istituto. Il nuovo accordo in materia, concluso all’inizio dell’anno, costituisce una «soluzione equilibrata», ha detto nel corso dell’assemblea generale odierna.

Jordan ha anche sottolineato agli azionisti l’impegno della BNS nella crisi scaturita dal coronavirus. «Negli ultimi mesi abbiamo usato tutti i mezzi a disposizione per adempiere al nostro mandato nel miglior modo possibile, nonostante condizioni avverse».

Il manager ha citato ad esempio l’allentamento della forte pressione sull’apprezzamento del franco svizzero tramite interventi sul mercato dei cambi e il finanziamento dei prestiti COVID. Queste mosse hanno dato un importante contributo alla stabilizzazione del Paese, ha proseguito.

Tuttavia, alla BNS è stato chiesto di più, ha affermato Jordan, riferendosi a distribuzioni degli utili più elevate. «Ma il nostro obiettivo non sono i profitti, bensì condurre una politica monetaria che assicuri prezzi stabili e tenga conto degli sviluppi economici».

Dalla crisi del 2008, ha ricordato il 58.enne, per la BNS è aumentato il potenziale di guadagno assoluto, allo stesso tempo però la medesima cosa è accaduta per il rischio di perdite. Attualmente, un apprezzamento dell’1% del franco rispetto alle principali valute comporterebbe un passivo di 10 miliardi per l’istituto. Al contrario, un incremento dei mercati azionari nell’ordine del 5% significherebbe un profitto di 10 miliardi.

«Nella situazione attuale è chiaro che dobbiamo continuare ad accumulare capitale», ha messo in risalto il presidente della direzione generale. Dopo la già citata crisi infatti, le riserve accantonate non hanno tenuto il passo con la somma di bilancio in rapida crescita.

Stando al nuovo accordo sugli utili, Confederazione e Cantoni riceveranno dalla BNS fino a 6 miliardi di franchi all’anno per il periodo 2020-2025. In altre parole, nella migliore delle ipotesi incasseranno 36 miliardi. Sono soldi particolarmente preziosi in questo momento, ha fatto notare Jordan, dato che aumentano le possibilità di sostenere famiglie e imprese aiutandole a superare le difficoltà legate al coronavirus.

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