BNS: «Il virus è una sfida, avanti con la politica espansiva»

Svizzera

La Banca nazionale svizzera ha lasciato invariato il tasso guida al -0,75%, innalzando nel contempo le franchigie sugli interessi negativi che devono pagare le banche

BNS: «Il virus è una sfida, avanti con la politica espansiva»
Thomas Jordan, presidente della Direzione generale della BNS. © CdT/Chiara Zocchetti

BNS: «Il virus è una sfida, avanti con la politica espansiva»

Thomas Jordan, presidente della Direzione generale della BNS. © CdT/Chiara Zocchetti

Di fronte alle sfide eccezionali generate dal coronavirus la politica monetaria espansiva è più che mai necessaria: ne è convinta la Banca nazionale svizzera (BNS), che ha lasciato oggi invariato il tasso guida al -0,75%, innalzando nel contempo le franchigie sugli interessi negativi che devono pagare le banche.

La valutazione del franco è nuovamente aumentata e i mercati finanziari internazionali sono sotto forte pressione, ha spiegato l’istituto nell’ambito del tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria. Il tasso di interesse negativo e gli interventi sono necessari per ridurre l’attrattività degli investimenti in franchi e contrastare così la tendenza all’apprezzamento della moneta elvetica.

Il sistema finanziario svizzero dispone di sufficiente liquidità, prosegue la BNS. All’occorrenza la banca nazionale adotterà ulteriori misure per garantire che continui a essere così. Essa mette a disposizione risorse liquide, soprattutto in dollari americani, anche nel quadro degli accordi presi con altre banche centrali.

La BNS collabora inoltre strettamente con il Consiglio federale al fine di sostenere al meglio l’economia. In quest’ambito la società guidata da Thomas Jordan ritiene che il ruolo degli istituti di credito sarà fondamentale per la congiuntura nei prossimi mesi: per rafforzarli in questa funzione la BNS innalzerà - con effetto al primo aprile - gli importi in franchigia, riducendo così l’onere dell’interesse negativo per il sistema bancario. Il cosiddetto fattore franchigia sale da 25 a 30.

Grazie alle misure annunciate oggi gli oneri legati agli interessi negativi da circa 1 miliardo scenderanno a 400 milioni: «È una riduzione sostanziale e mi aspetto che le banche utilizzino in modo saggio i fondi liberati», ha detto Jordan in conferenza telefonica. Devono servire ad aiutare le imprese «e non ad aumentare i dividendi».

Negli ultimi anni le banche hanno accumulato ingenti riserve di capitale e di liquidità. Secondo la BNS esse sono quindi preparate anche per fronteggiare fasi di difficoltà dell’economia. Per ampliare ulteriormente il loro margine di manovra, la Banca nazionale sta valutando la possibilità di allentare il cuscinetto anticiclico di capitale, nonostante i rischi sul mercato ipotecario e immobiliare. Su queste misure Jordan non ha voluto però ancora sbilanciarsi.

La BNS sta peraltro intervenendo in modo più massiccio sul mercato delle divise per evitare il rafforzamento del franco. In questo contesto Jordan ha respinto le critiche provenienti dagli Usa: «Non siamo manipolatori di cambi», ha detto. «Non interveniamo per avere un vantaggio». Si tratta al contrario di scongiurare danni all’economia.

Riguardo alla congiuntura, con la diffusione del virus le prospettive a breve termine sono fortemente peggiorate anche nella Confederazione. Sull’arco dell’intero anno la crescita del prodotto interno lordo (Pil) potrebbe risultare negativa, mette in guardia l’istituto d’emissione, che rinuncia peraltro ad avanzare cifre concrete al riguardo. In dicembre la banca si aspettava per il 2020 una progressione del Pil compresa fra l’1,5% e il 2%.

La BNS ha dovuto rivedere anche le aspettative relative all’inflazione, sulla scia del calo del costo del petrolio, del netto indebolimento delle prospettive congiunturali e del rafforzamento del franco. Per l’anno in corso, la previsione si colloca in territorio leggermente negativo (-0,3%). Nel 2021 il tasso di inflazione dovrebbe tornare leggermente positivo (+0,3%), per poi salire al +0,7% nel 2022. La previsione si basa sull’assunto che il tasso guida rimanga pari a -0,75%. La BNS sottolinea peraltro che nella situazione attuale valutare le prospettive economiche è estremamente complesso e che le previsioni, sia per la crescita che per l’inflazione, sono soggette a un’incertezza «insolitamente elevata».

Nessuna sorpresa è giunta in materia di tasso guida, che rimane fermo al -0,75%. La decisione è in linea con le previsioni della gran parte degli analisti, sebbene non mancassero singoli esperti che scommettevano su ulteriore abbassamento al -1,00%.

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