Cina: il surplus commerciale vola a 676 miliardi per 2021

Economia

In aumento del 29,9% le esportazioni con la solida domanda globale legata alla riapertura di molti Paesi dopo il superamento della parte più dura della crisi pandemica della Covid 19

Cina: il surplus commerciale vola a 676 miliardi per 2021
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La Cina chiude il 2021 con un boom del surplus commerciale salito a 676 miliardi di dollari grazie alle esportazioni in aumento del 29,9% con la solida domanda globale legata alla riapertura di molti Paesi dopo il superamento della parte più dura della crisi pandemica della Covid 19.

Le importazioni, in base ai dati diffusi dalle Dogane, sono cresciute del 30,1%.

Soltanto a dicembre, l’export è salito del 20,9% (poco più delle previsioni), mentre l’import del 19,5% (sotto le attese), generando un surplus di 94,46 miliardi, che il più ampio mai registrato su base mensile.

I 676,8 miliardi di dollari di surplus del 2021 si confrontano con i 535,03 miliardi del 2020, beneficiando dell’impennata dell’export maturata in scia all’aumento delle spedizioni di prodotti meccanici e dell’elettronica, ha affermato il portavoce delle Dogane, Li Kuiwen, presentando i dati.

Malgrado i risultati più che positivi finora raggiunti, l’economia «affronta una triplice pressione di contrazione della domanda, di shock dell’offerta e di indebolimento delle aspettative», ha aggiunto Li.

I fattori di incertezza sono diversi, a partire dall’impatto che la variante Omicron del Covid 19 - affacciatasi ufficialmente in Cina - potrebbe avere sul fronte della produzione e dei consumi, scuotendo l’export che si conferma, nonostante gli sforzi sul consolidamento della strategia della «doppia circolazione», come l’unico motore a sostegno dell’economia.

Gli Stati Uniti restano nel 2021 il principale partner commerciale della Cina su base nazionale, mentre si piazzano al terzo posto dopo Asean e Ue nel calcolo per macroaree.

Secondo i dati diffusi dalle Dogane, l’export cinese verso gli Usa è aumentato del 27,5%, a 576,11 miliardi di dollari, mentre l’import del 32,7%, a 179,53 miliardi, generando un surplus commerciale di 396,58 miliardi, in rialzo per il secondo anno consecutivo dopo il calo accusato tra il 2018 e il 2019 in scia alle tensioni commerciali e alla guerra dei dazi tra i due Paesi avviate durante l’amministrazione di Donald Trump.

Nel solo mese di dicembre, il surplus della Cina verso gli Stati Uniti si è attestato a 39,23 miliardi, portando il totale per l’intero 2021 a quota 396,58, in aumento del 25% sul 2020.

Un’impennata, alimentata dall’emergenza Covid, che ha limitato gli effetti della «fase 1» dell’accordo commerciale firmato a gennaio 2020 che ha segnato il cessate il fuoco nella dura guerra dei dazi tra Pechino e Washington, mentre le parti devono ancora confermare i prossimi passi.

La «fase 1», in vigore da febbraio 2020, prevedeva che Pechino avrebbe dovuto aumentare gli acquisti di beni americani di 200 miliardi di dollari negli anni 2020 e 2021, rispetto ai valori del 2017, al fine di tentare di riequilibrare il cronico deficit commerciale: tuttavia, la Cina avrebbe raggiunto solo al 60% del target pattuito, in base ai dati di novembre compilati dal think tank Peterson Institute for International Economics.

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