Credit Suisse: Thiam elogia il suo successore

Il caso

Il dirigente dimissionario che lascerà la carica domani ha lodato il lavoro di Thomas Gottstein, non senza mettere in evidenza il proprio contributo nella sua ascesa

Credit Suisse: Thiam elogia il suo successore
© Ennio Leanza/Keystone via AP

Credit Suisse: Thiam elogia il suo successore

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Nella sua ultima apparizione pubblica quale presidente della direzione di Credit Suisse Tidjane Thiam, che lascerà la carica domani, ha elogiato il suo successore, lo svizzero Thomas Gottstein, non senza mettere in evidenza il proprio contributo nell’ascesa di quest’ultimo.

Durante la conferenza stampa di bilancio Gottstein ha affermato di essere onorato ed eccitato per il nuovo compito. La collaborazione con Thiam è stata sempre professionale e di partenariato. Egli definirebbe il franco-ivoriano perfino un amico, sebbene questi faccia il tifo per l’Arsenal.

«Gli ultimi mesi non sono stati facili per tutti noi», ha proseguito il 55enne finora alla guida della filiale svizzera. Ora l’istituto deve guardare avanti. Il Credit Suisse è molto ben posizionato per creare valore per gli azionisti. Tutti i segmenti hanno potenziale. E a suo avviso non c’è motivo di modificare la strategia, chiara e sostenibile: un gestore patrimoniale con un investment banking forte.

Attualmente egli non prevede di operare cambiamenti nella direzione generale della banca; solo André Helfenstein quale suo successore alla guida della Swiss Universal Bank entrerà a far parte del top management del gruppo. Nei prossimi tempi Gottstein sarà occupato ad incontrare i stakeholder, e anche con i media egli intende avviare un dialogo. Verrà inoltre estesa la collaborazione già intensificata all’interno dell’istituto.

Da parte sua Thiam, rispondendo alla domanda di un giornalista se si pente di qualcosa nei suoi quattro anni e mezzo ai vertici di Credit Suisse, ha solamente affermato che per lui si tratta dei 19esimi risultati trimestrali e l’intera riorganizzazione della banca è stata «una grande cosa».

Il 57enne non ha voluto svelare i suoi piani per il futuro. Nel pomeriggio terrà un grande incontro con i collaboratori e domani lascerà la banca e si riposerà, si è limitato a dire. Sui motivi della sua partenza Thiam ha spiegato che vi sono state discussioni con il consiglio d’amministrazione, e che se sussiste il desiderio di un cambiamento è suo obbligo darvi seguito.

In relazione a Gottstein ha poi dichiarato: «modestamente posso dire che l’ho promosso io.» Egli si rallegra molto della nomina del 55enne. Il fatto che il successore provenga dall’interno del gruppo è una chiara prova di successo, ha aggiunto. Gottstein non è soltanto un buon manager ma anche una brava persona.

Venerdì scorso la banca aveva annunciato che Thiam avrebbe lasciato l’istituto domani, dopo la presentazione odierna dei risultati annuali. A travolgerlo è stata la vicenda relativa ai pedinamenti di due manager, il responsabile della gestione patrimoniale Iqbal Khan - nel frattempo passato a UBS - e l’ex capo del personale Peter Goerke.

A partire da settembre 2019 erano partite rivelazioni giornalistiche che hanno descritto sempre più in dettaglio un quadro dei piani alti della banca fatto di lotte di potere, di una cultura della diffidenza e di metodi di lavoro che aveva sollevato parecchi dubbi. Un’inchiesta penale è in corso. Ma sulla vicenda indaga anche la FINMA, che vuole stabilire il ruolo avuto dagli organi interni e che potrebbe anche allontanare direttori e membri del Consiglio di amministrazione (Cda) se dovesse trovare manchevolezze.

Fin dall’inizio vi era chi auspicava le dimissioni sia del Ceo che del presidente del Cda Urs Rohner, in particolare quando a un primo caso di sorveglianza, inizialmente definito unico, se ne era aggiunto un secondo. A pagare con il proprio posto è stato però il direttore operativo (COO) Pierre-Olivier Bouée; Thiam ha sempre affermato di essere stato all’oscuro di tutto.

Il Ceo uscente ha peraltro difeso oggi un suo controverso post su Instagram, affermando che non ha nulla a che vedere con la sua uscita di scena. «Non so nemmeno come si posti su Instagram», ha sostenuto spiegando che ci sono stati molti studi riguardo al fatto se egli debba essere presente sulla rete sociale: alle spalle vi è tutta una strategia nelle mani dei responsabili della comunicazione. Alcuni media avevano sostenuto che la foto di Thiam con gli altri manager del Credit Suisse abbia contribuito alla sua sostituzione.

In precedenza, sempre su Instagram, Thiam aveva anche definito sbagliato un articolo della «NZZ am Sonntag» in cui si affermava che all’origine della disputa tra di lui e Khan vi fosse una lite riguardante l’allora responsabile per l’Europa Claudio de Sanctis. Oggi il 57enne ha ribadito che si tratta di una bugia.

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