Credit Suisse: utile di 3,42 miliardi di franchi

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L’istituto finanziario ha archiviato il 2019 con una crescita del 69% su base annua

 Credit Suisse: utile di 3,42 miliardi di franchi
©CdT/Archivio

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Credit Suisse ha archiviato il 2019 con un utile netto di 3,42 miliardi di franchi, in aumento del 69% su base annua complici anche effetti straordinari. L’anno precedente la banca aveva realizzato il suo primo utile dal 2014, che ora è stato nettamente accresciuto.

L’utile ante-imposte è pari a 4,72 miliardi di franchi, dopo 3,37 miliardi nel 2018, comunica oggi il numero due bancario elvetico. Per l’istituto finanziario si è trattato dell’ultimo esercizio con Tidjane Thiam come CEO. Il manager, travolto dallo scandalo dei pedinamenti, ha presentato le sue dimissioni una settimana fa e lascerà la banca domani. Sarà sostituito da Thomas Gottstein, attuale numero uno della filiale svizzera.

«Sono molto fiero di quanto Credit Suisse ha raggiunto durante il mio periodo presso la banca. Abbiamo riportato l’istituto sulla buona via e i nostri risultati del 2019 dimostrano che possiamo essere durevolmente redditizi. Darò il mio sostegno entusiasta ai miei colleghi mentre continueranno a sviluppare gli affari», afferma Thiam citato nella nota. Il manager franco-ivoriano era entrato in carica nel luglio 2015 e nel corso di tre anni ha ristrutturato l’istituto, riorientando le attività dall’investment banking verso la gestione patrimoniale.

Nel solo quarto trimestre l’utile ante-imposte si è attestato a 1,21 miliardi di franchi, dopo 595 milioni nell’analogo periodo del 2018. L’utile netto è passato da 259 a 852 milioni, grazie tra l’altro alla rivalutazione della partecipazione alla Borsa svizzera SIX. Al contempo Credit Suisse ha contabilizzato accantonamenti per contenzioni pari a 326 milioni, una cifra molto elevata se si considera che nell’intero 2019 essi ammontano a 389 milioni.

Negli ultimi tre mesi dell’anno l’afflusso netto di denaro si è attestato a 9,9 miliardi, a fronte di 12,8 miliardi nel terzo trimestre e di appena mezzo miliardo nel quarto trimestre dell’anno precedente. I patrimoni amministrati ammontavano a fine 2019 a 1’507 miliardi di franchi, circa 30 in più che a fine settembre. nella sola gestione patrimoniale sono tuttavia stati attirati solo 0,8 miliardi, e presso la banca universale svizzera è stato perfino registrato un deflusso.

Il rendimento dei fondi propri (RoTE), un indicatore che misura la redditività operativa di una banca, è salito dal 5,4% nel 2018 all’8,7% lo scorso anno. A dicembre, in occasione della giornata degli investitori, l’istituto aveva indicato di puntare su un rendimento di «oltre l’8%» nel 2019, contro il 10-11% previsto due anni or sono. Per il 2020 è atteso circa il 10%, a fronte dell’11-12% pronosticato in precedenza. A medio termine rimane comunque confermato l’obiettivo di un rendimento del 12%.

Gli azionisti beneficeranno di un dividendo di 0,2776 franchi per titolo a fronte di 0,2625 franchi in precedenza.

Le cifre sono inferiori alle attese degli analisti contattati dall’agenzia AWP, i quali prospettavano in media per il quarto trimestre un utile prima delle imposte di 1,38 miliardi e un risultato netto di 881 milioni di franchi. Il dividendo previsto era di 0,2806 franchi per azione.

Quanto all’esercizio in corso, Credit Suisse afferma che tutte le divisioni hanno registrato un buon avvio d’anno. Le prospettive per il 2020 sono quindi cautamente ottimistiche: «a nostro avviso i dati fondamentali dell’economia mondiale restano intatti nonostante le numerose tensioni geopolitiche e incertezze, tra cui quelle legate al coronavirus».

La banca fa anche sapere che Alexander Gut ha deciso di lasciare il Consiglio d’amministrazione (Cda) in quanto desidera consacrare più tempo alla sua società Gut Corporate Finance. Al suo posto viene proposto Richard Meddings. L’assemblea generale degli azionisti è in programma il 30 aprile. Tutti gli altri membri del Cda si rimettono a disposizione per un nuovo mandato di un anno.

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