Debito pubblico: secondo gli economisti il termine per il rimborso andrebbe esteso

pandemia e costi

Data l’impennata delle spese a causa della crisi sanitaria, solo il 6% degli esperti intervistati nel sondaggio condotto dall’istituto KOF ritiene che il Consiglio federale sarà in grado di ridurre il suo debito entro sei anni

Debito pubblico: secondo gli economisti il termine per il rimborso andrebbe esteso
© CdT/Gabriele Putzu

Debito pubblico: secondo gli economisti il termine per il rimborso andrebbe esteso

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Una grande maggioranza degli economisti svizzeri è favorevole a una dilazione del rimborso del debito pubblico che lo Stato si è accollato per sostenere l’economia durante la crisi del coronavirus.

Secondo un sondaggio condotto in aprile su 167 economisti e pubblicato oggi dall’istituto KOF e dal quotidiano zurighese NZZ, più del 40% degli intervistati crede che il termine per il rimborso del debito pubblico dovrebbe essere esteso.

Quasi il 30% pensa che il meccanismo progettato per frenare l’indebitamento, iscritto nella Costituzione dal 2003, dovrebbe essere sospeso del tutto per consentire allo Stato di raccogliere fondi supplementari.

Data l’impennata delle spese a causa della crisi sanitaria, solo il 6% degli economisti intervistati ritiene che il Consiglio federale sarà in grado di ridurre il suo debito entro sei anni: un’opzione che presuppone grandi eccedenze strutturali.

«Da un lato bisogna vedere se eccedenze così elevate siano fattibili, e dall’altro se la pressione a risparmiare non rallenti la ripresa economica», nota in un comunicato il KOF, centro di ricerca economica svizzero collegato al Politecnico federale di Zurigo.

Oltre il 40% degli economisti intervistati raccomanda quindi di estendere la scadenza per la riduzione del debito «su un periodo di tempo più lungo».

Dall’inizio della crisi sanitaria dovuta alla COVID-19, il debito pubblico è stato al centro di un ampio dibattito in Svizzera sul sostegno statale alle imprese e ai lavoratori dipendenti e autonomi. La maggioranza degli economisti intervistati è a favore di un ampio sostegno pubblico all’economia, precisa il KOF.

Con un tasso d’indebitamento inferiore al 30%, la Svizzera rimane un campione di rigore di bilancio, ma ha comunque chiuso il 2020 con un deficit record di 15,8 miliardi di franchi. La crisi per il SARS-CoV-2 è costata finora quasi 38 miliardi alla Confederazione. L’anno scorso sono stati spesi circa 15 miliardi e per il 2021 la cifra dovrebbe essere di circa 22,9 miliardi.

Il principio del freno all’indebitamento è un meccanismo per il controllo delle uscite complessive della Confederazione, che serve a evitare deficit cronici e, di conseguenza, un aumento del debito. Nel 2001 questa disposizione costituzionale è stata accolta dall’85% dei votanti, sulla scia di una grave crisi immobiliare negli anni ‘90 che ha portato ad un aumento del debito pubblico. Indebitamento che era stato ulteriormente accentuato dal finanziamento delle casse pensioni e delle imprese parastatali.

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