Diminuzione «brutale» della pubblicità, i giornali ricorrono al lavoro ridotto

Svizzera

Diffusasi dapprima in Ticino, l’emergenza coronavirus sta ora intaccando l’editoria di tutto il Paese

Diminuzione «brutale» della pubblicità, i giornali ricorrono al lavoro ridotto
© CdT/ Chiara Zocchetti

Diminuzione «brutale» della pubblicità, i giornali ricorrono al lavoro ridotto

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Benché molto sollecitati dall’attuale crisi, i media - specie locali - risentono come tutte le altre attività economiche delle ripercussioni negative dell’epidemia di coronavirus: a causa del calo della pubblicità, La Région Nord vaudois, foglio basato a Yverdon-les-Bains (VD), ha dovuto licenziare quattro collaboratori, tra cui un giornalista.

Il giornale aveva già ridotto le pagine e sacrificato l’edizione del martedì e del giovedì, ciò che però non è bastato per compensare il forte declino delle entrate. Da qui la decisione di separarsi di quattro persone, sulle circa venti impiegate.

Tre impiegati, tra cui un giornalista, hanno dovuto essere sacrificati per motivi economici, mentre un’altra giornalista ha deciso di andarsene volontariamente, ha indicato a Keystone-ATS Philippe Dubath, presidente del consiglio d’amministrazione di La Région, confermando una notizia della stampa romanda.

È di ieri la notizia che i giornali friburghesi La Liberté e La Gruyère hanno fatto ricorso al lavoro ridotto a causa della diminuzione «brutale» delle entrate pubblicitarie e delle fosche prospettive economiche a causa della pandemia di Covid-19.

Altri media hanno fatto ricorso o chiesto il passaggio al lavoro ridotto, come ad esempio TX Group (già Tamedia), CH Media, il gruppo NZZ e, in Ticino, i quotidiani laRegione e Corriere del Ticino.

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