Disoccupazione in lieve aumento, soprattutto in Ticino

Seco

In novembre il tasso delle persone senza lavoro si attesta al 2,3% in Svizzera - Nel nostro cantone la quota è del 3%

Disoccupazione in lieve aumento, soprattutto in Ticino
©CdT/Chiara Zocchetti

Disoccupazione in lieve aumento, soprattutto in Ticino

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La disoccupazione si conferma in lieve crescita in Svizzera, mentre aumenta più marcatamente in Ticino. In novembre il tasso dei senza lavoro si è attestato a livello nazionale al 2,3%, contro il 2,2% di ottobre e il 2,1% di settembre, valore quest’ultimo più basso da 18 anni. A sud delle Alpi invece è balzato al 3,0%, in progressione di 0,4 punti, l’incremento più forte registrato nel paese.

Stando ai dati diffusi oggi dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) alla fine di ottobre 106’330 persone erano iscritte presso gli uffici regionali di collocamento (URC), 4646 in più di 30 giorni prima (la soglia psicologica dei 100’000 è stata superata in ottobre). Nel confronto su dodici mesi è stato osservato un calo di 4144 unità e anche il tasso è lievemente in discesa (-0,1 punti).

In Ticino i senza lavoro erano 5169: 733 più di ottobre e 42 in meno di novembre 2018. A titolo di confronto, la media annua del 2018 è stata di 4953, quella del 2017 di 5667. Il tasso del 3,0% è lo stesso di un anno prima.

Il Ticino presenta una quota di senza lavoro che è la quinta più alta in Svizzera: valori più elevati che a sud delle Alpi si osservano solo a Ginevra e Giura (entrambi 3,7%), Neuchâtel (3,5%) e Vaud (3,3%). Sopra la media elvetica sono anche Basilea Città (2,9%) e Sciaffusa (pure 2,9%), Vallese (2,7%), Argovia (2,4%) e Friburgo (2,3%), mentre i tassi più contenuti sono osservati a Obvaldo (0,8%), a Nidvaldo (0,9%). I Grigioni presentano un 1,4%: il cantone trilingue ha 1573 disoccupati (+151 su ottobre e -87 su base annua).

Tornando ai dati nazionali, va rilevato che il tasso rimane ai livelli contenuti in prospettiva storica. A titolo di confronto gli ultimi dati di novembre erano stati 3,3% (2015), 3,3% (2016), 3,0% (2017) e 2,4% (2018). Le quote di senza lavoro registrate dalla SECO sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004. Va anche rilevato come i dati sulla disoccupazione non tengono conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell’assistenza.

Setacciando in dettaglio le tabelle relative a novembre 2019 emerge che fra i giovani la disoccupazione è del 2,3% (stabile mensile, -0,2 annuo); i disoccupati di 15-24 anni erano 11’969. Tra i lavoratori ultra 50enni il tasso è del 2,2% (+0,1 mensile, -0,1 annuo) e il fenomeno interessa 29’819 persone. I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 13’034: 148 giovani, 6155 25-49enni e 6684 ultra 50enni.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro dell’1,6% (dato fermo mensile, -0,1 annuo), gli stranieri del 4,0% (+0,2, -0,1 annuo). Fra chi non ha il passaporto rosso le differenze sono comunque notevoli: fermo restando che nessuna comunità presenta valori inferiori a quelli relativi ai cittadini elvetici, lo scarto è ancora ridotto per tedeschi (2,5%), ma si fa già più consistente per gli italiani (3,8%) e i francesi (4,4%). Il dato più elevato è registrato dagli africani (8,1%), che la SECO presenta nel loro insieme, ma elevati sono anche i tassi di bulgari (8,0%), rumeni (6,2%) e kosovari (6,0%). Nel suo insieme i 28 paesi dell’Ue (3,6%), con cui vige la libera circolazione delle persone, presentano una quota più che doppia di quella mostrata dagli svizzeri.

I dati diffusi dalla SECO si basano sulle persone effettivamente iscritte agli URC. La definizione è quindi diversa da quella dei disoccupati ai sensi dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi e che rende nota la sua stima trimestralmente: l’ultima disponibile - pubblicata a metà novembre - dà la disoccupazione in Svizzera nel terzo trimestre al 4,6%. Lo scarto fra i due dati - quello della SECO e quello ILO - suscita spesso acceso dibattito.

I disoccupati sono solo una parte del totale delle persone in cerca di impiego: quelle registrate presso gli URC in novembre erano 182’427, 5932 in più rispetto al mese precedente e 7785 in meno di un anno prima. In Ticino erano 9484 (+6,2% mensile, -2,4% annuo), nei Grigioni 2532 (+9,0%, -8,2%).

La SECO ha pubblicato anche gli ultimi dati disponibili relativi al lavoro ridotto, che in settembre ha interessato 2090 persone (+116,8% in confronto a giugno) e 39 aziende (+54,2%), per un totale di 54’951 ore perse (+108,2%). A titolo di confronto, nel settembre 2018 erano state registrate 23’284 ore perse, ripartite su 421 persone in 61 aziende.

A settembre si riferisce anche l’ultima informazione riguardo alle persone che hanno esaurito il loro diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione: erano 2023, un dato inferiore a quello di agosto (2670) e alla media mensile del 2018 (2930). Per ritrovare un dato più basso bisogna risalire al maggio 2010 (1707).

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