EasyJet dice no a Wizz Air e sì all’aumento di capitale

Aviazione

La compagnia britannica rifiuta una proposta di acquisizione e mette in campo un aumento di capitale da 1,2 miliardi di sterline

EasyJet dice no a Wizz Air e sì all’aumento di capitale

EasyJet dice no a Wizz Air e sì all’aumento di capitale

EasyJet rifiuta una proposta di acquisizione e mette in campo un aumento di capitale da 1,2 miliardi di sterline (1,4 miliardi di euro). La società ha anche concordato una nuova linea di credito garantita senior di quattro anni di 400 milioni di dollari. L’intera operazione di rafforzamento è finalizzata al rilancio post-pandemia.

Le mosse della compagnia aerea britannica non sono piaciute alla Borsa con il titolo che ha chiuso in picchiata con un tonfo del 10,24% a 708,2 sterline.

La proposta di acquisizione, secondo indiscrezioni non confermate dalle società interessate, sarebbe arrivata a easyJet dalla rivale ungherese Wizz Air. Il consiglio d’amministrazione della compagnia brittanica, però, dopo aver valutato attentamente l’offerta ha deciso all’unanimità di rifiutarla perchè «sottovalutava la società».

Con l’operazione di aumento di capitale easyJet punta a «rafforzare il proprio bilancio e sfruttare le opportunità di crescita derivanti dalla prevista ripresa del mercato del trasporto aereo nei prossimi anni». E proprio guardando al futuro la compagnia prevede per il primo trimestre 2022 di volare fino al 60% della capacità rispetto al primo trimestre 2019 con un focus continuo su voli redditizi.

L’aumento di capitale è stato strutturato in modo che gli azionisti potranno acquistare 31 nuove azioni ogni 47 azioni esistenti al prezzo di 410 pence ciascuna, con uno sconto del 35,8% sul prezzo teorico ex diritti di 638 pence per azione. L’aumento di capitale annunciato «non solo rafforza il nostro bilancio permettendoci di accelerare il nostro piano di recupero post-Covid-19 ma ci posizionerà anche per la crescita in modo da poter trarre vantaggio dalle opportunità di investimento strategico che si prevede sorgeranno man mano che l’industria aeronautica europea emergerà dalla pandemia», afferma Johan Lundgren, amministratore delegato di easyJet.

Dall’inizio della pandemia le compagnie aeree sono state tra le più colpite dalle misure messo in campo per contenere la diffuso dei contagi. EasyJet, ad esempio, nel semestre finanziario chiuso a marzo scorso, ha registrato una perdita di 701 milioni di sterline (812 milioni di euro), rispetto ai 193 milioni dello stesso periodo del 2020.

L’aumento di capitale permetterà alla società di «costruire sui nostri punti di forza operativi fondamentali e sulla strategia di rete per i nostri clienti così come accelerare la creazione di valore a lungo termine per i nostri azionisti», conclude Lundgren.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Economia
  • 1

    La spina nel fianco del Dragone

    Domande e risposte

    Evergrande, il gruppo immobiliare cinese sull’orlo del fallimento, ha destabilizzato i mercati finanziari mondiali - Ma non si tratta di un caso isolato: nel Paese di mezzo sull’onda della speculazione si è costruito troppo - Il Partito vuole frenare la bolla

  • 2
  • 3

    Stretta di Amazon contro le false recensioni positive

    e-commerce

    Il gigante ha bandito in modo permanente dalla piattaforma oltre 600 marchi cinesi per comportamento scorretto e ripetuto - Una stretta necessaria per una delle più grandi azienda di vendite online che in quest’ultimo anno e mezzo di pandemia ha visto crescere a dismisura un business che si basa anche sulla reputazione

  • 4

    Evergrande e banche centrali pesano sulle Borse mondiali

    Mercati

    Il nuovo crollo del titolo del colosso cinese si ripercuote sui listini di Hong Kong e del resto del mondo - Attesa per le decisioni della Fed - Cribari : «Pechino ha una lezione da insegnare: la garanzia dello Stato non è scontata»

  • 5

    Piazza finanziaria ticinese penalizzata a causa dell’italiano?

    berna

    Secondo una domanda al Consiglio federale di Fabio Regazzi la Finma ci mette molto di più a evadere le pratiche che riguardano gli operatori basati in Ticino - Ueli Maurer però nega che ci sia una discriminazione linguistica – Paolo Bernasconi: «Così perdiamo attrattività»

  • 1
  • 1