Ecco come ti porto il ricco risparmiatore in Italia

Ginevra

I «res non dom» potrebbero così approfittare di un’imposizione annua di 100.000 euro (110.000 franchi) durante 15 anni, una scadenza identica a quella già adottata da qualche tempo nel Regno Unito

Ecco come ti porto il ricco risparmiatore in Italia
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L’Italia vuole profilarsi quale terra d’accoglienza per clienti stranieri facoltosi che si sentono vittime dell’accanimento fiscale, in particolare in Svizzera. La banca ginevrina Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval, nata dall’acquisizione del gruppo elvetico Morval Vonwiller da parte del gigante italiano Intesa Sanpaolo, fa la promozione di questo esilio, nella speranza di guadagnare nuovi clienti per la sua attività di gestione patrimoniale.

Stando all’agenzia finanziaria AWP, l’istituto di credito ha organizzato ad inizio ottobre a Ginevra un evento con 40 invitati selezionati molto attentamente - clienti esistenti o potenziali - alla presenza di consulenti fiscali esterni e di un rappresentante del fisco italiano (Agenzia delle entrate) e sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berna.

L’obiettivo di questo appuntamento esclusivo consisteva nell’attirare l’attenzione delle persone facoltose sullo statuto «res non dom», ovvero di residente fiscale non domiciliato. Diversi Paesi europei offrono tale meccanismo, il più noto è il Regno Unito. Coloro che ne beneficiano dispongono di un’imposizione forfettaria per una durata limitata, senza l’obbligo di stabilirsi fisicamente nel Paese interessato.

L’Italia propone tale soluzione per i ricchi stranieri già da tre anni. I «res non dom» possono così approfittare di un’imposizione annua di 100.000 euro (110.000 franchi) durante 15 anni, una scadenza identica a quella già adottata da qualche tempo nel Regno Unito.

«Ci siamo resi conto che numerosi ‘res non dom’ in Inghilterra giungono al termine del loro periodo di 15 anni e (...) non sono al corrente di questa opportunità» in Italia, ha spiegato all’AWP Marco Longo, presidente della direzione di Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval.

La «dolce vita fiscale»

L’Italia, reputata per la sua «dolce vita», vorrebbe far valere anche i suoi vantaggi dal punto di vista fiscale. La banca ginevrina vuole fare la sua parte, in una logica tutt’altro che disinteressata. «Presentiamo un doppio vantaggio. Da un lato, il nostro azionista in Italia può indirizzare i nostri clienti verso buoni interlocutori. Dall’altro, la banca svizzera può gestire il patrimonio dei futuri ‘res non dom’», ha sottolineato Longo.

Il fatto di aiutare clienti a trasferire il loro domicilio fiscale in Italia rafforzerà, a suo dire, la loro fedeltà nei confronti della banca. Ma la vera e propria sfida è un’altra. «Speriamo evidentemente che ciò ci renda interessanti nei confronti di nuovi clienti, che ci affiderebbero il loro patrimonio da gestire», ha affermato il «patron» della banca. Quest’ultimo non ha voluto evocare quale sia l’obiettivo di crescita dell’istituto.

L’America latina (soprattutto l’Argentina e l’Uruguay), il Medio Oriente e taluni Paesi europei costituiscono i mercati chiave della banca ginevrina. Longo afferma tuttavia che gli svizzeri sono pure un target prioritario per il cambiamento di residenza. «Vi sono chiaramente benefici fiscali da trarre» per tutti i clienti internazionali che hanno deciso di stabilirsi in Italia, a suo avviso.

A fine settembre, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval gestiva 5,5 miliardi di franchi per introiti netti di 680 milioni di nel 2019. L’istituto ha adottato il suo nuovo nome in febbraio, dopo il rilevamento della banca ginevrina Morval, prima detenuta dalla famiglia torinese Zanon di Valgiurata. È pure presente sulla piazza luganese.

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