Flussi finanziari dell’UE sotto stretta vigilanza

Giustizia

La neonata Procura europea (EPPO) con sede in Lussemburgo è diretta da Laura Codruta Kövesi e ha lo scopo di indagare su corruzione, frodi e riciclaggio di denaro nei Paesi membri - Tramite i suoi 22 procuratori nazionali monitora anche i fondi del Recovery

Flussi finanziari dell’UE sotto stretta vigilanza
L’UE è pronta a far partire il Recovery fund ma anche a controllare i soldi erogati. ©EPA/Lecocq

Flussi finanziari dell’UE sotto stretta vigilanza

L’UE è pronta a far partire il Recovery fund ma anche a controllare i soldi erogati. ©EPA/Lecocq

Mentre l’Unione europea ha dato via libera ai primi piani del Next Generation EU - a partire dal Portogallo e dalla Spagna - per rilanciare le economie degli Stati membri in difficoltà a causa della pandemia (750 miliardi di euro in totale, di cui 390 miliardi in sussidi a fondo perso), dallo scorso primo giugno - in parallelo - è diventato operativo l’organismo giudiziario nato per individuare i buchi nel bilancio comunitario. L’EPPO (European Public Prosecutor’s Office), progettato nel 2017, parte dopo aver ottenuto la luce verde dal Parlamento e dal Consiglio dell’UE e ha lo specifico compito di combattere tutti i fenomeni di corruzione, di frode e di riciclaggio che affiorano negli Stati membri (si parla di circa tremila casi all’anno nel medio-lungo termine, cioè quando l’organismo opererà a regime). Le perdite finanziarie per l’UE dovute alle sole frodi dell’IVA - secondi le stime dell’OLAF, l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (che è un servizio della Commissione europea) - ammonterebbero a 50 miliardi di euro. Altre perdite per 500 milioni sarebbero la conseguenza di azioni criminali. Cifre, insomma, di considerevole impatto sui bilanci europei.

Laura Codruta Kövesi, procuratrice europea. ©CdT/AC
Laura Codruta Kövesi, procuratrice europea. ©CdT/AC

Ex capo del DNA di Bucarest

A dirigere l’ufficio della Procura comunitaria è stata chiamata, dopo una lunga procedura selettiva, la procuratrice Laura Codruta Kövesi. La rumena, già responsabile del DNA - il Dipartimento nazionale anticorruzione nel suo Paese - si potrà avvalere della collaborazione di 22 procuratori nazionali (uno per Stato membro). La Procura europea nasce come organismo indipendente e ha sede in Lussemburgo. Nelle alte stanze di Bruxelles le aspettative per la nomina di Kövesi sono elevate. Nel suo Paese la magistrata, per reati come la corruzione e l’abuso d’ufficio, aveva fatto processare e incarcerare centinaia di politici, funzionari pubblici, rappresentanti della magistratura, delle amministrazioni comunali e dello sport. In una recente intervista, la responsabile della Commissione di controllo dei bilanci del Parlamento europeo, Monika Holmeier, ha sottolineato «la grande competenza e il coraggio» mostrato da Kövesi nella lotta alla corruzione nel suo Paese, «farà un ottimo lavoro».

Le competenze dei magistrati

La procuratrice, dal canto suo, ha recentemente dichiarato ai media internazionali di voler far uso della sua esperienza professionale «in favore di una Procura forte e indipendente». I 22 procuratori nazionali, che lavoreranno per l’UE in Lussemburgo, opereranno «come in una squadra», con altri 88 procuratori delegati inseriti nelle diverse Procure nazionali. Questi magistrati, in sostanza, agiranno per conto dell’EPPO e avranno le stesse competenze che hanno i colleghi dei diversi Paesi in materia d’indagine, azione penale e incriminazione. Sono anche stati fissati importi specifici che delimiteranno l’azione degli stessi procuratori europei: per giustificare l’apertura di un’inchiesta, il danno per l’UE deve ammontare almeno a 100 mila euro, rispettivamente a 10 milioni per quanto riguarda la frode dell’IVA.

Finanziamento

La Procura europea disporrà di un importo finanziario di poco inferiore ai 50 milioni di euro all’anno. Non tutti gli Stati dell’UE, nota bene, hanno però aderito all’EPPO: la Polonia, l’Ungheria, la Svezia, la Danimarca e l’Irlanda non partecipano al progetto di superprocura. La Slovenia, tramite il suo premier, il populista Janez Jansa, ha addirittura ostacolato la nomina di due suoi procuratori delegati che lo avevano indagato. L’EPPO è però sui blocchi di partenza pronto a segnare una svolta nelle indagini internazionali.

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