Forte crescita nel 2021, PIL +3,4%

Svizzera

Secondo i ricercatori di BAK Economiks l’ottimismo contagerà anche il 2022

Forte crescita nel 2021, PIL +3,4%
© CdT/Gabriele Putzu

Forte crescita nel 2021, PIL +3,4%

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I ricercatori di BAK Economics prevedono una forte ripresa economica nel corso del 2021. Gli esperti dell’istituto renano, confortati dall’avanzamento della campagna di vaccinazione, ipotizzano per l’anno in corso un aumento del Pil svizzero del 3,4%.

Gli specialisti del BAK si sono espressi oggi in questi termini durante una conferenza online. La stessa stima era già stata formulata in una newsletter due settimane fa.

L’ottimismo contagia anche il 2022, per il quale la crescita immaginata del Pil si fissa al 3,7%. Correggendo i valori dagli effetti degli eventi sportivi, che hanno un impatto importante sul prodotto interno lordo elvetico a causa della presenza sul territorio di associazioni internazionali, ci si attende un incremento del 3,1% per quest’anno e del 3,5% per il prossimo.

Anche se la crisi scatenata dalla pandemia sta ancora colpendo il Paese, i ricercatori nutrono grandi speranze relative ai vaccini. Più velocemente le immunizzazioni procedono e più velocemente l’economia ne beneficerà, ha affermato Alexis Bill Körber del BAK.

Ad aiutare sarà anche il pacchetto di stimoli confezionato negli Usa dall’amministrazione del presidente Joe Biden. «Quando gli Stati Uniti fanno una festa, il resto del mondo riceve un invito», ha spiegato con una metafora Körber, sottolineando così l’importanza dell’economia a stelle e strisce per tutto il pianeta, Svizzera compresa.

Malgrado queste prospettive tutto sommato rosee, la situazione del mercato del lavoro andrà monitorata da vicino. Nei prossimi mesi vi è infatti da mettere in preventivo un aumento dei disoccupati, la cui quota potrebbe raggiungere il 3,8%. Il sostegno durante la crisi è stato comunque senza precedenti, ha proseguito Körber, e tuttora la Svizzera è ben al di sopra del suo record pre-Covid per quanto riguarda il ricorso al lavoro ridotto.

Nonostante ciò, è probabile che il fallimento di alcune aziende sia stato solo rimandato. In certi casi vi saranno verosimilmente licenziamenti dopo la scadenza del lavoro ridotto. La situazione dovrebbe distendersi entro la fine del 2022, quando, secondo il BAK, il tasso di disoccupazione scenderà di nuovo al 2,8%.

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