I rischi maggiori per la finanza? Tassi bassi e bolla ipotecaria

FINMA

A sostenerlo è l’Autorità federale di vigilanza che ha pubblicato un monitoraggio dei rischi

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Il contesto dei bassi tassi d’interesse e l’eventualità di una correzione sul mercato immobiliare e ipotecario rappresentano i maggiori rischi per il settore finanziario svizzero. Lo scrive l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) nella sua prima pubblicazione del «Monitoraggio dei rischi».

Il perdurare dei bassi tassi d’interesse a breve e a lungo termine incide pesantemente sulla redditività delle banche a causa dell’erosione dei margini. Lo scenario contingente potrebbe indurre gli istituti ad applicare tassi negativi ad ampie categorie di clienti. Secondo la FINMA il conseguente comportamento di questi ultimi appare difficilmente prevedibile, ma mette potenzialmente a repentaglio i depositi della clientela, finora stabili, come fonte di finanziamento.

La FINMA ricorda pure che una fase estremamente prolungata di stagnazione dei tassi al livello attualmente basso comporta inoltre un rischio concreto per determinati modelli operativi.

La situazione dei tassi è da qualche tempo oggetto del dialogo di vigilanza tra la FINMA e gli istituti assoggettati. L’Autorità individua con cadenza regolare le banche particolarmente esposte e intrattiene con esse un intenso scambio circa la gestione dei rischi di tasso d’interesse e le strategie adottate dagli istituti per garantire una redditività duratura e sostenibile. Il basso livello dei tassi esercita un’influenza concreta anche sui vari rami assicurativi, pertanto la FINMA analizzerà l’adeguatezza delle riserve soprattutto per quanto riguarda gli offerenti di assicurazioni sulla vita.

Mercato immobiliare e ipotecario

Il forte aumento dei tassi di sfitto per gli immobili residenziali a reddito e la prosecuzione dell’intensa attività edilizia acuiscono i rischi sul mercato immobiliare e ipotecario svizzero. A causa del perdurare dei bassi tassi d’interesse, gli investitori sono sempre più alla ricerca di rendimenti più elevati. Per tale motivo, nonostante il crescente numero di abitazioni vuote e il calo dei canoni di locazione, investono in modo accentuato in immobili.

Di pari passo cresce anche il rischio che, in caso di aumento dei tassi, le valutazioni scendano sensibilmente, con una conseguente violazione dei requisiti relativi al valore di anticipo per i finanziamenti con capitale di terzi. A sua volta, spiega la FINMA, ciò produce effetti negativi sulla dotazione di capitale dei finanziatori.

La FINMA continuerà a mantenere alta la soglia di attenzione nel campo degli immobili reddito, intensificando la vigilanza soprattutto sugli istituti finanziari che presentano una crescita particolarmente elevata degli affari ipotecari. Presso le banche viene inoltre riservata un’attenzione speciale agli sviluppi nel segmento «buy to let», ovvero l’acquisto di immobili da parte di privati per la successiva locazione degli stessi. Questo ambito non è infatti assoggettato alle nuove e più stringenti regole di autodisciplina delle banche.

Altri rischi a breve e lungo termine

Complessivamente la FINMA rileva sei grandi rischi: oltre ai due già citati si tratta dei cyber-attacchi, di una dismissione disordinata dei tassi di riferimento LIBOR, del riciclaggio di denaro e di un inasprimento dell’accesso transfrontaliero al mercato.

La FINMA ha individuato anche una serie di rischi che in una prospettiva temporale più ampia potrebbero influenzare la piazza finanziaria svizzera in modo duraturo. Alla luce del proprio mandato legale, l’Autorità pone un’enfasi particolare sui rischi climatici che hanno implicazioni di natura finanziaria per gli istituti.

Tali pericoli possono essere suddivisi in due categorie: rischi fisici e rischi di transizione. I primi vertono sull’incombente aumento dei danni e dei costi per l’economia a seguito di catastrofi naturali causate da eventi atmosferici estremi e dai progressivi cambiamenti del clima. I secondi si manifestano come conseguenza di interventi incisivi a livello di politica climatica o di innovazioni in grado di causare profondi cambiamenti tecnologici (innovazioni disruptive).

Tali fattori possono provocare adeguamenti di prezzo dei valori patrimoniali finora non adeguatamente considerati dai mercati, ad esempio in settori ad alta intensità di emissioni di carbonio come l’energia, l’industria o i trasporti. Attraverso le immobilizzazioni (iscritte all’attivo del bilancio), le conseguenti perdite delle aziende andrebbero dunque a gravare sulla redditività di banche, gestori patrimoniali e imprese di assicurazioni.

Il «Monitoraggio dei rischi», finora utilizzato esclusivamente come strumento di lavoro interno, sarà pubblicato in futuro con cadenza annuale. In questo modo la FINMA intende instaurare un clima di trasparenza ancora maggiore circa le modalità di adempimento dei propri compiti legali nei confronti degli assoggettati e dell’opinione pubblica.

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